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non piacque ai veneziani i quali fecero sapere, per boccadei loro legati Caravello e Trevisan, che la Signoria neavrebbe chiesto ragione e non si sarebbe lasciata metteresotto tutela per quel che riguardava le sue decisioni nellafaccenda della Chiesa.
L'inverno 1407-408 fu, a memoria d'uomo, il più fred-do che si fosse mai dato. Perirono molti animali, uccelli epesci e quando venne la primavera si trovarono moltialberi da frutta disseccati. L' 8 dicembre i due legati ri-cevettero le credenziali. Durante le feste di Natale arriva-rono a Ferrara dove vennero alloggiati a spese del Mar-chese « in domo Ugotionis » (1). A Siena s' incontraronocoi francesi e contemporaneamente si metteva in camminoun' ambasceria fiorentina. Tutti questi ambasciatori fo-restieri s'incontrarono col Papa Gregorio XII in un luogosito in territorio fiorentino, Foiano (Val di Chiana). QuiviZaccaria Trevisan il giorno di San Silvestro del 1407 pro-nunciò la grande orazione, che lo rese celebre non solo frai contemporanei, ma pure molto tempo dopo la sua morte(Doc. VI).
Un tratto essenziale dell'orazione: « Consuevere, patersanctissime », è la forma ampiamente oratoria nella qualevien esposta la semplice istruzione. Lasciando essa all'ora-tore la libertà di esprimersi « cum illis honestis et pertinen-tibus verbis quae vestrae sapientiae videbuntur », egli af-ferma di aver acquistata sul posto una visione più esattacirca quel che va detto e taciuto più che non lo avesseropotuto i consiglieri, che nel Palazzo ducale di Veneziaavevano deliberato in proposito. L' uditorio del Trevisana Foiano era composto del Collegio dei Cardinali , cheattorniava il Papa, di numeroso clero, di ambasciatoriforestieri, e di una fitta schiera di uomini esperti nellalingua latina che s' eran affollati tutti intorno. La loroattenzione era tesa al massimo grado - la fama della be-
(1) Jac. de Delayto, Annales estenses, RIS, Tom. XVIII,co. 1044.