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nefica azione svolta dal nostro veneziano nell' Italia cen-trale era ancora viva nella memoria di tutti - ed ancheil Trevisan si sentiva davanti a vecchie conoscenze. « Co-loro, o Santissimo Padre, i quali avevan da trattar cosadinnanzi ai Cesari di Roma o in imponente adunanza,solevan all' inizio del loro parlare esser confusi di tantoosare di fronte alla sublimità dei fastigi e della cosa. Eranintimoriti dalle coorti del seguito, dai fasci littori dell' au-torità, dal consesso dei porporati, e dagli altri segni dimagnificenza. Temevan di offendere con la crudezza delloro pensiero, la rozzezza del loro linguaggio, la disarmoniadella loro voce, questi animi carichi di meriti umani. Quan-to è difficile non ferire coloro che in tutto eccellono! Nonritenevano quindi conveniente esporre nulla che non fossestato già lungamente meditato, che non fosse stato dispo-sto con ogni cura ed arte ».
Dopo aver accennato all' immagine dell' oratore di-nanzi all' imperatore romano dell' epoca pagana , dà unquadro cristiano del pilota della Chiesa pieno di solleci-tudine, del Santo Padre , al quale espone 1' oggetto dellasua domanda. Non sempre lode deve essere lusinga, puòperò essere ammonimento, esprimere il desiderio di come hada essere il lodato; si rivela qui quella stessa posizio-ne del Trevisan che s' era palesata nel discorso per lasuccessione alla carica pronunciato a Padova . « Io vedodinanzi a me il più clemente dei vicarii di Cristo, checonduce la barca di Pietro non grazie ad astuzie umane,nè ad intrighi ed inganni, nè ad inconsulto plauso di folla,sibbene trattovi da meriti divini ». Con quest'ultime parolesi fa già evidente in quale direzione 1' oratore vuol indi-rizzare il Papa, tutto ciò però anticipando, come se il do-ver essere fosse già in essere. « Ha fretta di portare inporto la barca, che, o dolore!, venne tanto lungamentesquassata dai flutti ». Ma non basta mettere il Papa sullaretta via, occorre ancora ridestare nell' assemblea la co-scienza di se stessa, dei suoi compiti e doveri. « Contemploil santo consesso dei Cardinali, questa corona che rilucedi magnifico splendore, e 1' umilissimo clero, e il popolo