64
innocente che manifesta V ardore della fede e la sua inte-grità ».
Dopo questa introduzione, s' esprime in accordi vi-gorosi il tema principale dell' orazione, con atteggiamentie linguaggio che ricordano la gravità dei profeti: « Dob-biam ora parlare dell' integrità della Chiesa, del pastoreunico del gregge del Signore. Malediciamo lo scisma letale,ricacciam nelle tenebre L' orrenda opera di Satana, chevuol strappare la veste inconsutile di Cristo». Perciòil Trevisan si vede costretto a dire sinceramente e corag-giosamente, non nel segreto di quattro pareti ma in questoeccelso consesso universale pubblico, quanto le orecchiedel pontefice - egli confida - si degneranno d'accogliere.Chè dalla fondazione della Chiesa solo quest' oggetto staa cuore a tutti i cristiani, che racchiude in sè pure la sal-vezza o la corruzione dei singoli: « A te, santissimo Padre,dirigono lo sguardo del loro spirito, alla immacolata sposadi Cristo, tutti i re credenti e tutti i principi ed i popolifedeli del mondo, fra i primi dei quali s'inchina ai tuoipiedi V illustrissimo Principe di Venezia, il figlio devotis-simo della tua Santità, Michel Steno, e di quella città cheti fu madre ». Qui 1' oratore fa appello all' amor di patriadel veneziano, facendo sorgere dinanzi agli occhi spiri-tuali del papa un' allegoria, come all' incirca la dipinse ilTintoretto più tardi sul soffitto della sala dove s' adu-nava il Gran Consiglio : il Doge ai piedi del Papa che imploraper 1' unità della Chiesa e la figura della Repubblica diVenezia che protegge e Doge e Papa.
Il Trevisan spiega poi ampiamente ai suoi uditoriquale sia la posizione di Venezia di fronte al papa natonel suo grembo.
Col crescer degli anni ed ancor più dei suoi meriti lasua terra natale aveva posto la sua fiducia in lui, che inVenezia aveva coperto le prime cariche ecclesiastiche (1),