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ximus ». Invece il crudelissimo Parto è qui al suo posto.Gli umanisti chiamavano popolazioni dell'epoca loro connomi, che eran stati usati in antichità per genti cheavevano dimorato nelle stesse contrade. Per esempio par-lavan di Galli ed intendevan con questi non solo i fran-cesi, bensì, considerando pure gli antichi abitatori dellaGallia cisalpina , anche i loro compatrioti lombardi e mi-lanesi. Ci ha sbarazzati da quest'uso per primo, due gene-razioni dopo il Trevisan, Flavio Biondo , nelle di cui operetopografiche si succedono a dozzine i nomi di popolazioni,ma al quale ripugnò, nell'interesse della chiarezza, que-sta mascherata di nomi. La faccenda si complicava quan-do si trattava di un popolo immigrato più tardi, com' eraper esempio il caso dei turchi, del quale si trova nell'an-tichità in luogo nascosto una sola citazione (1), Qui, ondeconservare l'omogeneità dei nomi si ricorreva agli ante-nati dei troiani, agli antichi Teucri che s'eran insediatinella regione della futura Turchia in Asia Minore. Coloroche abitavano all'oriente dei turchi non potevano venirdenominati che Parti, ma erano allora tartari o mongoli.Così con « crudelissimo Parto », si vuol intendere il feroceTamerlano che, ritornato dalla Siria cinque anni prima,aveva battuti i turchi nella sanguinosa battaglia di Angora(1402), facendo prigioniero pure il loro sultano, fino allorasempre vittorioso, Bajazet I . Questo fiero principe nonpotè sopportare il suo duro destino e andò talmente sullefurie da morir di rabbia. Ci rimane ancor da levare un altrovelo umanistico. Sarebbe antistorico voler affermare cheBajazet I avesse minacciato di radere al suolo la lontanaRoma. Sotto romana urbs è da intendersi la Roma orien-tale, Costantinopoli. Effettivamente Tamerlano era statochiamato in aiuto dai bizantini , premuti nella loro capi-tale dai turchi, e con la sua vittoria aveva procurato alla