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e gli scrisse una lettera consolatoria, l'umanista GasparinoBarzizza di Bergamo , che aveva insegnato fino al 1407a Pavia , fu poi ospite a Venezia dei fratelli Barbaro, coiquali leggeva Marziale . Le orazioni del Trevisan, rapida-mente riprodotte in varie copie, corsero ben presto tuttaF Italia. Più tardi alcuni studiosi tedeschi , che si trovavanonel sud, volendo portar seco un bel ricordo, le diffuseroanche in Germania , ed è così che ne troviamo dei mano-scritti anche a Berlino, a Stoccarda ed a Monaco. A Ve-nezia giunsero nelle mani del Barzizza, il quale certamentedeve averle lette al giovane Francesco. Questi s' infiam-mò per la gloria dell'eloquenza e si scelse ad illustre modelloper tutta la sua vita questo suo grande pari. Il Barzizzanon era meno entusiasta di lui, e dopo che si fu saziatonella lettura, scrisse a Zaccaria Trevisan (1): «Vidi elessi una prima volta, poi ripetutamente e sovente le dueorazioni che tu tenesti F una al papa romano, F altra alSignore di Avignone . Bimarranno documenti della tuaeloquenza latina. Gli uomini potranno apprezzarvi la tuainflessibile volontà, la tua fedele devozione per la bellis-sima città di Boma e per la tua patria, così come i consiglionde venir ad un accordo per F unione della Santa MadreChiesa ... Se anche queste tue orazioni non sortirono glieffetti voluti, tu raggiungesti però le vette dell' abilitàoratoria. Fui sempre dell' opinione, che bisogna giudicarenel perfetto oratore ciò che è sommo ed eccellente secondoF arte ed il tempo e non secondo il successo avuto pressogli ascoltatori ». Questo giudizio è strano, poiché fu il Bar-zizza medesimo ad effettuare la rottura collo stile medioe-vale dal periodo ritmicamente serrato, sul qual terrenopoggia ancora totalmente il Trevisan, per attenersi alclassico stile ciceroniano. È così che loda nell' amico pre-cisamente ciò da cui egli si è decisamente allontanato.L'opera straordinaria del Trevisan trovò quindi, al-
(1) Gasparinus Pergomensis (Barzizza) ed. Mittarelli, /. c.col. 437.