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Zaccaria Trevisan, il vecchio : La vita e l'ambiente / Percy Gothein
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scambiata tra il dottore Almerico di Serravalle e PierPaolo Vergerio , dalla quale la figura di Zaccaria Trevisanemerge in tutta la sua gloria. Il 20 marzo 1412 scrive Al-merico al suo vecchio amico dicendo che a Zara ci si an-noiava tanto da non trovare materia per scrivere una let-tera: non c'era nulla che potesse stimolare lo spirito e lostile! Tutto mutò ad un tratto non appena Zaccaria Tre-visan in qualità di Conte di Zara , prese a soggiornare nellacittà (1): «Ora c'era materia di che scrivere, ed era ancormaggiormente benvenuta. Il nostro eccellente Conte, MesserZaccaria, ama di tutto cuore tutti gli uomini buoni, e siaper innata natura sia di proposito, il fatto sta che ama edonora i dotti». Dobbiamo esser grati all'Almerico per quan-to ci riferisce intorno ai punti di vista del Trevisan, e alcome questi li manifestava nei circoli degli amici umanisti.Le sue esperienze personali troppo sovente gli avevanomostrato la netta opposizione tra la sua natura, tendentesempre ad elevarsi, e 1' inferiorità degli altri uomini coiquali aveva a che fare, fossero essi pure altolocati. Perciònon deve farci meraviglia se sentiamo il Serravalle diredi lui quanto segue: «egli deplora l'ignavia dei nostritempi, nei quali la malizia calpesta la virtù. Accusa i papi,i principi, e i prelati, sotto la cui protezione solevano pro-sperare gli egregi ingenii e che ora dimenticano per primala liberalità e poi tutte le altre virtù ». Sembra che sol-tanto in troppo brevi epoche i grandi del mondo brandi-scano la spada a difesa dello spirito, chè queste deplo-razioni si ripetono continuamente sulla decadenza dei se-coli, come per esempio risuonano nel canto dei menestrellitedeschi. Almerico continua: «egli condanna, con magnifi-che parole, tutto l'universo mondo proclive all'ambizioneed all' avarizia. Comprende in modo mirabile quale atteg-giamento di vita abbia vero valore, quale sia lo smarri-mento della società, quali siano le esigenze dei magistrati,ma è anche il solo a comprenderlo e con ardore divino a

(1) Epp. Vergerli ed. L. Smith, Roma , 1934, n. CXXVIII.