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Der Bourgeois : zur Geistesgeschichte des modernen Wirtschaftsmenschen / Werner Sombart
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Quellenbelege

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quäle sia poco? . . I^eZZiermente colla misura in man» (beiPandolfini, 54: ra^ione in mano) . . ^spetto et ilesicleroquesw misura . . Losa brevissima et utilissirna quesw. In o^nispese preveclere cti'ella non sia ma^Ziore, non pesi piü, non sia6i piü numero cne 6iinan6i >a necessita, ne sia meno quantoricliieäe la onesta . .«

148) Gianozzo: »Oipoi le spese pa??e sono quelle qualiiacte meritsno bissimo, ccime sarebbe pascere in casa clr^coni oaltri animsli piü cke questi terribili, crucleli et venenosi.«Lionardo : l'iZri torse? Gianozzo: ^n?i, l-ionaräo mio,pascere scelerati et vitiosi uomini . . . Vuolsi ku^ire quanto unapestilen^ vAni uso et ciimesticlie^a äi simili malcZici raporwtoriet Ariiottonacci, quali s'inkrÄmettono kra ^li amici et conoscenticlelle case.«

149) Alberti, I. c. p. 198, 199.

149s) »Lempre m'^fatico in cose utili etonesta«; I. c. p. 163.

159) »^ciopero I'snimo et il corpo et il tempo non se nc>nbene. Lerco 6i conservalle asai, curo non peräerne punto . .«ib. löv.

151) »empionsi per otio le vene di klemme, stanno acquitosiet scialbi, et lo stomaco scieZnoso i nerbi piZri et tucto i> corpotarclo et acZormentato et piü I'iiiAe^no per troppo otio s'appannaet orkuscasi, o^ni virtü nell' animo ciiventa inerte . .« I. c. p. 45.

152) «^lulla si truova onde tanto f^cile sur^a äisonore etinkamia quanto ^all'otio. rll Arenbo cielli otiosi sempre tu nicloe cova 6e' vitii. I^uIIa si truova tanto alle cose publice et privatenociva et pestikero czuanto sono i cittaciini iZniovi (i^navi) e inerti.Oell'ocio nasce lascivia: s6i lascivia) nasce spreZisre le le^xi: clelnon ubbiclire le le^Ai sexne ruina et exterrninio clelle terre . . .^clunque I'otio ca^ione cli tanto male molto a' buoni clebb'esserein oclio.« l. c. p. 121. Die Ameisen und Bienen werden als Musterdes guten Wirtes hingestellt: 200.

153) »Lki non perclere tempo sa rare quasi o^ni cos», etcki sa acloperare il tempo costui sara siZnore cli qualunque cosae' voZIia.« Alberti, vella fam., 200.

154) »?er non perclere cli cosa si pretio, sa punto, io ponZoin me questa re^ola: mai mi lascio stare in otio, tuZo il sonno,