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formazioni avute dal Bruni sull'Antipapa. Udiamo quelche questi ci dice nei suoi Commentarli paragonando idue papi: «Nell'altro Papa non v'erano certo intenzionimigliori, ma seppe nasconder meglio la sua cattiva volontàe, dal momento che il nostro Papa era fuggito, fece vistadi venirgli incontro. Perciò si recò da Savona a Portofino e, per essergli ancor più vicino, a Spezia ». Pure il Tre-visan vedeva la differenza fra i due, e perciò cercavadi far paura a Gregorio con la dannazione eterna, e diadescare Benedetto col mettergli innanzi la gloria cheavrebbe potuto acquistarsi compiendo l'uniticazione dellaChiesa. Nel discorso a Gregorio se ne fa appena cenno.
Tutto ciò offriva a Zaccaria l'occasione di svolgerei suoi pensieri prediletti sui gradi della vita umana. Ri-cordiamo come nel discorso in lode dell'Arimondo si oc-cupò della gerarchia inerente al merito; qui tratterà dellegradazioni degli uomini considerati nelle loro azioni. Ladomanda che ora ricorre continuamente suona così: qualisono gì' intimi motivi che muovono gli uomini a bramarela gloria ? La gerarchia si stabilisce in rapporto ad essa.L'orazione all'Antipapa esordisce subito così: «Tutti co-loro, Padre temeratissimo, che iniziarono fino ad ora grandicose, impresero codeste opere gigantesche o per desideriodi dominio o per ambizione, oppure, e ciò è più assai ele-vato, per amore della bellezza dell'onestà. Se noi riandiamonei secoli, per quanto ci è dato dedurre dai monumentiletterari, ne vedremo molti che si sottoposero a faticheinnumerevoli, sprezzarono i più spaventosi pericoli con verocoraggio, solo per calpestare gli altri o conservare il maltolto. D'altri leggiamo, che non solo seppero morire eroi-camente, ma persino si diedero liberamente la morte, soloonde tramandare il loro nudo nome ai posteri; fra costoroperò quelli che sprezzarono tutto ciò con eccelso animoe non avevano appreso a desiderare ed ammirare chel'onesto eran ben rari, anche nei tempi andati, quando piùpregiata era la virtù. Ogni epoca però ha onorato taliuomini attraverso la voce dei suoi saggi quali divinità,mandate dal cielo. Avrei molti esempi illustri da citare»