94
mento sarebbe stato effettuato al più presto, non appenaegli avesse potuto conferirne con il Maresciallo (1). Mainvece il Boucicault si mise a capo di una spedizione dipirati in Levante contro il sultano d' Egitto e saccheggiòdurante lo stesso anno 1403 altri mercanti e bastimentiveneziani. Allora i veneziani si fecero giustizia da sè e te-sero un agguato presso Modone nel Peloponneso ai piratiche rincasavano. L' ammiraglio veneziano Carlo Zeno (2)fece vela con una flotta di 13 galere ed altre imbarcazioniben armate. Il Boucicault aveva in tutto 11 galere in cat-tivo stato. Più tardi il Maresciallo ebbe a lagnarsi pressoil Doge (3) d' esser stato attaccato senza ragione dalloZeno e costretto alla battaglia, nella quale perdette tregalere e molti prigionieri genovesi e francesi. Egli esigevaper quest' azione soddisfazione adeguata e la garanziache ciò non sarebbe mai più accaduto per 1' avvenire. MaVenezia gli rinfacciò il conto non ancora saldato, e eh' erastato già presentato al Maresciallo dal Trevisan, e si sti-pulò finalmente nella stessa città lagunare il patto (4)- principale negoziatore da parte veneziana fu CarloZeno - per il quale si perdonavan reciprocamente le offesepatite, e Genova avrebbe pagato i 3.300 fiorini promessial Trevisan. Si sarebbero poi regolati i conti sui dannisofferti da entrambi le parti
Nello stesso anno 1402 ha inizio f attività svolta dalTrevisan per incarico del governo di Venezia per 1' in-grandimento dei suoi territori dalmati. Per inquadrarlanel corso della storia, gettiamo ora uno sguardo sulle va-rie vicende, attraverso le quali la signoria veneziana in
(1) Arch. di Stato di Venezia, Senato Secreta, 1. c. carta 106die XIX sept. Cum tempus quo Januenses debebant nobis taceresatisfactionem in partibus Cipri et Rodi ad quantitatem promissamoratori nostro (cioè il Trevisan) elapsum. . . la signoria si decidea una nuova ambasciata ammonitrice per i Genovesi.
(2) Il comando fu dato allo Zeno il 25 settembre.
(3) I libri comm. lib. IX, 274.
(4) /. c. 276.