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Zaccaria Trevisan, il vecchio : La vita e l'ambiente / Percy Gothein
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di pirateria genovese su navi veneziane ancorate nel portodi Cipro furono 1' occasione dell' ambasceria del Trevi-san presso il maresciallo. Dalla fine del 1402 sino al mag-gio del 1403 egli ebbe a soggiornare a Genova , dondemandò nel mese di gennaio alla sua Signoria parecchierelazioni, ricevendone una risposta particolareggiata il

9 febbraio. La Signoria protesta contro la cattura delle suenavi rimaste prigioniere a Famagosta e la definisce cantraomnem caritatem et debitum honesfaiis (1). Contempora-neamente venne inviato da parte dei genovesi un luogo-tenente del real governatore al Doge. Il Boucicault ed ilTrevisan furono d' accordo che i genovesi dovessero com-pensare ai veneziani i danni da essi subiti nelle acquefra Cipro e Rodi . La mercanzia d' oltremare catturataconsisteva in cenere garbellata (2), cinabro fine che venivadalle Indie orientali ed infine zucchero, che proveniva dallepiantagioni di canne da zucchero egiziane. Già fin dal 996

10 zucchero veniva da Alessandria a Venezia dove si ridu-ceva nelle forme a noi note. Inoltre si convenne circa la ri-parazione dovuta per i bastimenti che si trovavano a Fa-magosta. La somma stabilita doveva venir subito pagata,ma ciò non ebbe luogo. Il Vieuville, a Venezia^ rispondealla Signoria, precisamente il 22 maggio (3) che il paga-

ci) Secondo le Deliberazioni del Senato secreta (dell'Ardi, diStato di Venezia) il Trevisan è accennato come savio del consigliodal 28 nov. fino al 12 die. 1402. In seguito fu mandato ambascia-tore a Genova . L'8 febbr. il senato indirizzava una lunga istru-zione al Trevisan in proposito. 11 5 maggio è di ritorno a Veneziaperchè allora scrisse la signoria a Genova , che il suo ambascia-tore Trevisan aveva fatto una relazione del suo viaggio.

(2) I libri commem. IX, 262. Il primo posto delle mercirubate dai Genovesi è: fiorini 272 per 50 migliaia di cenere gar-bellae; garbellare è una parola italiana fuori uso che vuol dire:passare allo staccio. Sarebbe dunque cenere stacciata che servivaper vari usi, per il bucato (liscivia o ranno), per fare il vetro(potassico o sodico) e per usi agricoli (concime etc).

(3) l. e, numero 263.