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all'altezza del compito affidatogli, poggia su solide basi:« Alle cose più alte, che son pure le più belle per il sapere,malgrado ci guidino ed attirino alla loro conoscenza, non èlecito manifestarsi conforme la loro dignità; il perfettosembra tanto avvicinarsi alla divinità dello spirito che nonconcede, anche quando lo potrebbe, d' esser affidato allaparola, come se di ciò la sua dignità avesse a soffrire... Cisaranno forse alcuni che, sapendo esserti io così intima-mente legato, crederanno io abbia usurpato l'officio altrui -come se si dovesse esser troppo timidi nel lodare i nostricongiunti! Potrei a questi opporre i ricordi dei tempiaddietro, chè molti, le cui opere divennero poi celebri,furono esaltati dalla testimonianza dei loro, e ciò vera-mente non a torto; è precisamente perchè noi osserviamoi nostri prima di ogni altro uomo, che possiamo scopriremolto da lodare, che agli altri riman celato o sfugge ». IlTrevisan si rallegra del compito affidatogli, ed esclama:« Chi potrebbe esser tanto maligno da trattenerci dal com-piere '1 più gradito e bello dei compiti 1 » Chiude questeparole d'introduzione volgendosi agli ascoltatori: «Nelmentre io vi contemplo, mi sento incoraggiato dalla vostraaspettativa, che fa sì eh' io non abbia ad esaurire in frettacodesta bellissima occasione e ad abbreviarla, sibbene,per così dire, retrocedendo, abbia a poter attingere allefonti stesse l'origine delle cose da lodarsi ». E con ciò ilTrevisan riprende il tema prediletto dei discorsi prece-denti, ma questa volta lo attacca in modo del tutto di-verso.
Comincia con la creazione delle cose, partendo dallamateria in tutte le sue varie miscele fino alla « creaturadivina » al divinimi animai, composto da elementi diversa-mente costituiti. Il Trevisan dice letteralmente: «Allor-quando dapprima, per rievocare l'inizio d' ogni principio,la divinità, dopo innumerevoli secoli, allorché i tempi sifecero, per così dire, maturi, formò e compose il globo ter-restre con tante cose svariate, cosicché alcune di esse stet-tero ferme in determinati luoghi, limitate nel tempo e nellospazio, altre, per così dire, si trasformavano e movevano