Druckschrift 
Festschrift zum fünfhundertjährigen Geburtstage von Johann Gutenberg / im Auftr. d. Stadt Mainz hrsg. von Otto Hartwig
Entstehung
Seite
423
Einzelbild herunterladen
 

I TIPOGRAFI TEDESCHI IN ITALIA . VENEZIA.

423

latino, latini ed italiani . Alcune di quelle edizioni, come sarebbe la celebreBiblia volgare historiata del71, ristampata fra noi negli ultimi anni come testo di lingua, hanno un grande valore, e parecchie sonoannoverate fra le edizioni principi. Numerosi, perciò, furono i suoi correttori: Giorgio Merula , per le edizioniche fece insieme con Giovanni da Colonia; per le altre il Merula stesso, Francesco Filelfo , Raffaello Zoven-soni, Guarino Veronese, Corradino deCorradini, Cristoforo Berardi da Pesaro , Benedetto, rhetor venetus,fra Giovanni da Colonia, e fra Rufino dell Ordine dei Cordiferi. 146 Non vè, per così dire, lode che altipografo non sattribuisca nelle scritte finali. Egli è dettoArtis gloria prima sue,nobilis vir .. ., qujingenium dedaleum in impressionibus suis edocet," chesignis impressit ahenis,formis egregie impressit;"nil nisi correctum vendere Spira jubet;" 146 quindi: >50

Spira, tua est virtus, italas jam nota per urbes,

Ore tuum nomen posteritatis erit.e nella Lectura del Panormitanus :

. . . Pars prima notis, que fulget ahenis,

Est Vindelini pressa labore mei;

Cuius ego ingenium de vertice Palladis ortumCrediderim : veniam tu mihi, Spira, dabis ;

Cui tantum debes urbs Spira superbo nepotiQuantum Virgilio Mantua clara suo.

Finalmente nella Lectura di Benvenuto da Imola sull Inforziato: >51

Quae vitiosa diu corruptaque tempore longoReddita sunt priscis justificata modis . . .

Vindeline, tuum tollent ed sydera nomenLegiste, aeterno ne morieris aevo . . .

Natura, non artis, opus mirabile dictu.

Subito dopo la morte di Giovanni e la cessazione del privilegio concessogli dalla Repubblica, vediamoapparire nella tipografia veneziana Cristoforo Valdarfer, da Ratisbona, detto anche, perciò, Christophorus,Ratisponensis, più tardi, a lungo, celebre stampatore in Milano. Non conosciamo die una sua edizione del1470, diverse altre del71, undici in tutte, alcune senza note tipografiche.>52 Fece, come i precedenti,quasi esclusivamente edizioni di classici e di opere dotte; pure di un solo suo correttore ci occorrememoria, Lodovico Carbone. 15 3 Usò un carattere romano assai bello; e, tutto compreso, può stare a para-gone, per leccellenza dell arte, coi due precedenti tipografi. Così di lui si legge nel Commento di Servioa Virgilio del 1471 :

Si quis in Italia bene pressa volumina quaerit,

Nulla quibus toto Corpore menda sedit,

Hoc opus inspiciat.

Quae predo ingenti summisque laboribus emptaChristophorus potuit solus habere celer . . .

Parrebbe non inverisimile che, appena sparsa la voce dell andata di Giovanni a Venezia, nascesse inaltri il desiderio di fare lo stesso; e ciò appunto trattenesse la Repubblica dal concedere, scaduto il primo,privilegi nuovi. Circa lo stesso anno, infatti, vediamo un altro tipografo, Francesco Renner di Hailbronn,che, per conto proprio, e con altri, stampò durante un quarto di secolo, e poi fino al 1516, libri in grancopia. Una sola fu ledizione del70, 24 quelle dal71 al94, due le mancanti di data; 154 ma quasi subito,nel73, e poi nei quattro anni seguenti, lo vediamo associato con Niccolò da Francoforte , il quale, facendo,come pare, più il libraio (mercator librorum) che il tipografo, lasciò verisimilmente a lui le cure dellastampa, pensando alle spese, o anche gli commise lavori tipografici per proprio conto. Quindici edizionine rimangono di questa società, una sola delle quali priva di data; 155 e forse non era ancora finita, cheFrancesco avea trovato un altro compagno in Pietro de Bartua, col quale fece nel77 e78 quattroedizioni. Si ha finalmente notizia di una società che sembra esistesse nel 1480 fra lui e Giovanni Herbort,detto anche Johannes Magnus , Johannes Grandis di Seligenstatd. Differiscono parecchio i libri pubblicatidal Renner e socj suoi da quelli dei precedenti tipografi; poco v ha dell antico, del classico; nellamassimaparte, son libri doccasione, di materie canoniche, giuridiche, ecclesiastiche, libri di uso comunee di molta utilità pratica; ed è forse appunto per questo che dun solo suo correttore, Matthias Doringktroviamo memoria. 156 Circa i suoi caratteri, sono assai svariati, e giungono a nove ; alcuni romani, ma i più,