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Festschrift zum fünfhundertjährigen Geburtstage von Johann Gutenberg / im Auftr. d. Stadt Mainz hrsg. von Otto Hartwig
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DEMETRIO MARZI

gotici, minuti e grandi, larghi e stretti, imitati in parte da Erhard Ratdolt, di cui vedremo, e da N. Jenson .Numerosi sono i tedeschi , die nel corso di due o tre annni appaiono, come stampatori, a Venezia, poispariscono e non si ha più memoria di loro. Uno di questi è maestro Adamo di Ambergau, 157 (Ammer-gau), die fece a Venezia 14 edizioni, alcune nel71e72, altre senza note cronologiche. 158 Usò due speciedi tipi romani, gli uni dei quali assai eleganti; gli altri simili a quelli usati nelle sei edizioni del lannostesso 1472 da maestro Fiorenzo di Strasburgo. 159

Nel 1472 troviamo pure due tipografi, Leonardo e Hans, Aurl, che nel73 e74 sembrano, luno e laltro,successori nella sua officina ad Adamo predetto. Non è inverisimile certo che stretti rapporti potesseroesser fra loro; ma i nomi diversi non ci permettono di confonder luno con laltro; so quali sianole ragioni, per cui si è supposto che Leonardo Aurl non fosse tipografo, ma correttore, 1 so o potesse iden-tificarsi con Leonardo Wild, di cui presto vedremo. 161 Del resto, non possediamo che due edizioni diLeonardo del 1472 e73, altrettante di Hans senza indicazioni di luogo, ma verisimilmente veneziane del1474 e81.

Leonardo ebbe una specie di caratteri romani stretti simili ad alcuni di quelli usati a Bologna , S. Orsoe Vicenza; una seconda di romani larghi, quasi identici ai primi di N. Jenson ; di gotici stretti assai gra-ziosi. I caratteri usati da Hans son similissimi a quelli di Leonardo.

A Venezia fece pure due edizioni, luna circa il72, laltra senza data, Leonardo Achates da Basilea , diegià nel55 era matricolato, come studente, nell Università di Erfurt, 162 e die fu poi più a lungo stampatorein Vicenza e in Padova . Pare vi esercitassero pure, per qualche tempo, larte stessa Giovanni (Sdiriber)de Annuntiata, di Augusta, e fors anche il celeberrimo Giovanni Numeister, o Neumeister 163 che vedremopiù oltre a Foligno . Ma più importante e duratura fu lopera di Cristoforo Arnold, pruteno, die, cominciataqui larte circa il 1472, la continuò fino al 1479, facendo almeno dieci edizioni di opere di svariata natura,con tipi romani, gotici minuti e gotici larghi ; 164 con frate Simone Alessandrino dei Predicatori per cor-rettore. Nel73, finalmente, stampava in Venezia Alberto di Stendael (Stendal ), che nell anno seguentefece due edizioni. 165

Più ampio discorso merita Giovanni da Colonia, o Collonia, Zan, o Zuan, de Gologna,stampador deS. Paterian e appartemente, come N. Jenson, alla confraternità veneziana di S. Girolamo . 166 Dicemmo dellasocietà chegli ebbe nel 1472 con Vindelino da Spira; ma, fin dall anno precedente, avea fatto, e poi fece,anche nei successivi, per conto proprio, diverse edizioni ; 167 si unì, poi, dal '1474 al480 con un altrorinomato tipografo, Giovanni Manthen, da Gherretzhem, Gerretstem, Gerretzem (sic), Gherretzhem, Gher-retzen, Ghersem, forse lodierna Gerrnsheim, die |fu anche terra natale di Pietro Schoffer. 168 più pro-babilmente Gerresheim presso Dusseldorf . Uscirono da quell officina presso che 80 edizioni, contenentiopere dogni genere, antiche e moderne, dimportanza letteraria e scientifica, o pratica; fra le altre, nel76il De historia animalium dAristotile. 169

Circa il 1480 Giovanni fece una terza società, (probabilmente divenendone anima e capo), 170 rimastaormai famosa negli annali tipografici, con Niccolò Jenson e Compagni; società, che, in due anni, dettenumerose edizioni, che ebbe un largo giro daffari ed unimportanza grandissima. Basti dire die man-teneva rappresentanti od agenti proprj, ancke stipendiati, a Milano, Verona, Cremona, 171 fino a Perugia , 172e chi sa in quante altre città dItalia e, forse, dEuropa ; che avea pure fra i socj più operosi, il magontinoPietro del già Pietro Ugleimer, il prediletto di Niccolò e suo compatre, legatario, poi, di tutti i punzoni dilui, stato lungamente a Venezia, a Milano ed altrove, editore e libraio in rapporti con molti altri tipografie librai, specialmente tedeschi. 173 È noto come nel settembre di quell anno morisse Niccolò, il suo piùillustre rappresentante e come, pur nonostante, essa continuasse a sussistere col medesimo nome, diedovea, in certo modo, esser promessa e garanzia di bellezza nei tipi, deccellenza in ogni parte dellopera.Non sappiamo, però, se ne stesse sempre a capo il nostro tipografo, il quale già le avea dato anche un-insegna rimasta poi famosa, ed avea affidata lesecuzione tipografica, almeno per alcune edizioni, aduno stampatore espertissimo, Giovanni Herbortdi Seligenstadt,i cui caratteri, però, non potevano gareggiarecon quelli del tipografo francese . 174

Poche notizie rimangono di una società die Giovanni da Colonia ebbe nel 1491 con Giovanni Hammande Landoia (Landaw), e con altri soci. 175 Ma appartenne pure a qualche altra, circa la quale mancano docu-menti e notizie. Già nel testamento di Niccolò de 2 settembre 1480 si parla della sua società con Giovannie con altri, e dell istrumento dun antecedente società con lo stesso. 176 Dal testamento poi, che a 22 delsuccessivo settembre fece in Venezia donna Paola del fu Antonio da Messina, moglie di Renaldo, stam-