s
di guerra, li ritroveremo poi quale palestra dell' azione delTrevisan. Urgendo il bisogno, alcune ricche famiglie po-polari si fecero avanti e, come avevan fatto le anticheliturgie ateniesi, armarono privatamente navi da guerra,,le equipaggiarono a loro spese e le misero a disposizionedella patria minacciata. Qualcosa di simile era avvenutoanche nell' antica Repubblica Romana, allorquando, du-rante le guerre puniche, venne allestita una flotta a spesedi alcune famiglie romane. Tra questi benemeriti popolariveneziani si trovò pure il nonno di Zaccaria, Paolo Trevi-san (1). Sostenuta dal sacrificio dei suoi cittadini Veneziapotè difendersi dalla stretta mortale, e trionfare in unavittoria navale, che le permise di stipulare a Torino unapace discreta. La nobiltà veneziana si sentì obbligata aricompensare i meriti veramente non comuni di quelle fa-miglie in un modo pure straordinario, e le elevò al pa-triziato.
Il padre di Zaccaria si chiamava Giovanni e dimora-va nella parrocchia di S. Eustachio (2). Siamo all' oscurodi quanto riguarda 1' infanzia di Zaccaria, se ne cominciaad intraveder qualcosa solo nella sua prima gioventù. Dalventesimo al ventisettesimo anno è provato che Zaccariaera a Bologna , prima studente, poi docente in quella ce-lebre università. Ancora studente ci appare già una per-sonalità assai stimata da altri uomini eminenti. Primo
(1) Capellari, II Campidoglio veneto , Cod. Marc. ital. CI.VII, 15-18.
La famiglia dei Trevisan originaria d' Aquileia , era poi pas-sata a Treviso e di qui nell' Vili secolo emigrata a Venezia. Ilnonno di Zaccaria, Paolo Trevisan di S. Stae, figliuolo di Gio-vanni, capo di una linea non compresa fra le famiglie patrizieal momento della «serrata» del Maggior Consiglio, insieme conGiacomo e Marco suoi fratelli, tutti patroni di navi, offerse allaSignoria ducati 400 per la paga di un mese di 50 ballestrieri aducati 8 e inoltre si esibiva di pagare per un altro mese 150 uominida imprestidi fino a guerra finita offrendo anche le proprie per-sone.
(2) G. Degli Agostini, Scrilt. veniz. I, 310.