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della giustizia, la purezza della fede, l'incolumità dellapietà, il decoro della pace e di una pronta obbedienza».Nella serie dei desideri si esprime per primo il capo spiri-tuale della Chiesa e poi il principe terreno della città diRoma , che s'impersonano nel Papa. Dal giorno della pub-blicazione di tale documento il Trevisan gode di tutte ledignità e di tutti i diritti concessi ai senatori. Il Senatorepuò mettere un sostituto al suo posto, quando sia obbli-gato ad allontanarsi dalla sede per incarico del papa oper cose urgenti. Poi gli tocca di nominare il suo stato mag-giore di collaboratori, come sarebbero: cavalieri, mare-scialli, notai ed uffiziali (officiales). I fondamenti del di-ritto sono due: « il nostro diritto» (vale a dire il dirittocanonico, nel quale il Trevisano era versato ed espertofin da Bologna ), ed il diritto comune in uso o prescritto(approbata seu praescripta consuetado), ch'era redatto neglistatata urbis. Tutti i casi leggeri e gravi ed il modo ditrattarli erano descritti ampiamente. Se trattasi di questio-ni per un valore inferiore ai 25 fiorini, esse debbono venirdecise dal senatore a suo piacimento senza troppe forma-lità. Son da evitarsi multe e pene corporali finché non siverificano contravvenzioni allo statuto della città. Quandoil delitto è flagrante si possono omettere le formalità le-gali e l'osservanza degli statuti della città e procedereimmediatamente. Con ciò si intendeva di eliminare tutto1' imbarazzo delle vie legali, che tiravano le cose per lelunghe. Lo scopo principale, che non bisogna perdere divista, è che i punti di conflitto vengano abilmente smon-tati. Tocca al Senatore concedere o negare salvacondotti:deve prendere tutte le misure che ritiene necessarie peril mantenimento della pace nella città: a lui competedi chiamare in giudizio sovvertitori e nemici del po-polo romano, e banditi, di processarli, di sequestrare laloro persona, i loro terreni, i loro castelli, villaggi ed averie occuparli, tenendoli sotto la sua custodia, come puredi distruggere castelli e macchie dove i peggiori mal-fattori e simili banditi trovavano asilo. Quale punizione