Ili
nell'antichità chiamata Giustinopoli ed era circondata dasaline) venga dissotterrato dalle vanghe forti dei tuoi a-mici. Perciò ti esorto, ed egli ancor più di me ti esorta, diraccogliere per ora i tuoi pensieri sparsi e non lasciartiprendere dal vortice della curia - il Vergerlo accarezzavacodesta idea perchè il suo amico Zabarella era diventato car-dinale -, ed invece non appena egli sarà liberato della suamagistratura in Illiria di recarti da lui senza munirti digrosso bagaglio nè di grandi viveri. Porterai con te soloqualche dattero, il resto della mensa lo troverai presso lui.Sei già ascritto fra i suoi commensali, e non fra gli ultimi.Allora t'intratterrai in colloquio con lui e discuterai aper-tamente, e seriamente farai piani maturi pel tuo avveniree cose tue e del tuo stato. Chiede poi che tu gli scrivaqualcosa, onde egli possa venire a conoscenza dei tuoipropositi in generale, ed abbia in mano un pegno delle tueintenzioni ». È strano come il Trevisano metta in guardiain questa lettera il Vergerio contro i vortici della curia;lo sconsiglia di cercarvici un posto, mentre appena dueanni prima, nei primi tempi del suo ufficio a Zara , esor-tava Ognibene Scola a rimanere alla corte papale. Si puòtrarre la conclusione, se vi s'aggiunge ancora il biasimodiretto ai papi in generale, che il suo entusiasmo per Gio-vanni XXIII nel 1412 era già sul declinare (cf. pag. 88).
Pier Paolo Vergerio risponde al suo amico medico aZara dal suo deserto istriano il 2 giugno 1412 : «... il tuo (1)silenzio si lascia sopportare con rassegnazione, avendotu iniziato a cantar lodi di quest'uomo, lodando il qualenon puoi aver fatto troppo tardi ciò che è fatto egregia-mente; ... io non credo che mi lascierò sfuggire mai l'oc-casione di gloriarmi d'esser stato con tale uomo. Se io dedi-cherò a lui quant'ho di forza, d'ingegno, d'industria nellearti, non mi parrà ancora d'aver fatto abbastanza, sia pelmerito delle sue virtù, sia per la benevolenza mostratami.Le sue prontissime intenzioni a mio riguardo, dovevo già
(1) 7. c. ep. GXXXV.