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veneziano all'ecclesiastico. Si ricordi una celebre personalitàdi quel tempo, Fantino Dandolo , al dottorato del quale ilTrevisan era stato suo opponente nel 1401 a Padova , e cheottenne per breve tempo colà una cattedra di diritto civile;egli fu per molti anni pure uomo di stato in molti uffici al-l'interno ed all'estero, ed infine fu assunto da papa Euge-nio IV al suo servizio e morì vescovo di Padova . Ma comevenne in mente ai rettori dello studio bolognese di proporreil Trevisan per il posto di Patriarca? Doveva esserselodomandato anche papa Bonifazio IX ed appunto per ciòlo Zambeccari nella lettera commendatizia a lui direttagiustifica come segue il passo compiuto : « Verso coloroche nella nostra università si sono acquistati dei meriti,nutriamo quell'affetto ed amore che si ha per i proprifigli ». (Il governo di Bologna designava i suoi studentiin generale: figli di Bologna ) «seguiamo con paterno fa-vore tutti gli scolari e dottori e ci teniamo obbligati aperorare per loro come pei cittadini veri e propri » (1).Essendo il papa pure sovrano di Bologna , anche i mem-bri forestieri dell'Università godevano particolari di-ritti di protezione. Lo Zambeccari poi continua in nomedei rettori bolognesi, testimoniando come il Signor Zac-caria Trevisan, non solo è l'uomo adatto per esser messoalla testa di detto patriarcato, ma pure degno delle mag-giori cariche e dignità del mondo. Il Patriarcato che a-vrebbe dovuto riordinare, ne avrebbe tratto ancor piùgiovamento della persona medesima, e in questa sua pro-sperità si sarebbero accordati in pace i diritti del patriar-cato e dei suoi sudditi: anche le condizioni della SantaChiesa di Dio in quelle contrade sarebbero state rial-zate (1).