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e solida a datare dal 1437. L'anno 1398 quindi coincidecon l'epoca oligarchica di Firenze. Allora l'uomo suo piùpotente era Maso degli Albizi, nipote di quel Piero,eh' era stato giudicato reo di alto tradimento dal governodemocratico e decapitato, mentre le case della sua genteeran state incendiate durante il tumulto. Maso avevaserbato rancore ai suoi nemici e lo simboleggiava inun'impresa personale raffigurante un levriere col musofasciato, che voleva significare com'egli fosse per ora le-gato, ma aspettasse solo di divenir libero per dilaniarela sua vittima. Questo tempo doveva venir ben presto:infat i i demagoghi della parte avversa, avendo passata lamisura con false imputazioni contro alcuni cittadini mal-visti, provocarono da sè la propria caduta al principio del1382, chè furono scoperti essi stessi quali autori delle falsetestimonianze, ed uno di essi, che non riuscì a fuggire atempo, dovette pagare con la propria testa. Gli Albizi,che ritornano ora al potere, appartengono all'Arte dellalana, che in queir epoca, allorquando i panni fiorentinierano apprezzati e comperati in tutto il mondo, avevaacquistato grande importanza; il nucleo poi dell'oligarchiaera formato dai molti rami di questa famiglia. Essendosiquindi in quest'epoca Firenze avvicina a, come forma digoverno, a quella di Venezia, si spiega come si sia potutomettere il potere nelle mani di un veneziano (1).
Un'altra ragione del perchè a Firenze si pensò ad unveneziano come podestà, è da vedersi nell'avvicinamentopolitico di Venezia e Firenze, che s'inizia proprio in quel-l'anno e crea una intesa durata parecchi anni ancora dopola morte del Trevisan. Era essa diretta contro la comunenemica, la casa Viscontea di Milano, che andava facendosiassai minacciosa. I milanesi prendevan sempre più piede
(1) Cfr. Antonio Rado, Dalla repubblica fiorentina alla signo-ria medicea, Maso degli Albizi, Firenze 1927; Piero Buoninsegni,Historia fiorentina, pag. 743 sg.,Fiorenza 1581; Leonardus Areti-nus (Bruni), Historiarum Florentinarum lib., XI ad annum 1397.