23
e solida a datare dal 1437. L'anno 1398 quindi coincidecon l'epoca oligarchica di Firenze . Allora l'uomo suo piùpotente era Maso degli Albizi, nipote di quel Piero,eh' era stato giudicato reo di alto tradimento dal governodemocratico e decapitato, mentre le case della sua genteeran state incendiate durante il tumulto. Maso avevaserbato rancore ai suoi nemici e lo simboleggiava inun'impresa personale raffigurante un levriere col musofasciato, che voleva significare com'egli fosse per ora le-gato, ma aspettasse solo di divenir libero per dilaniarela sua vittima. Questo tempo doveva venir ben presto:infat i i demagoghi della parte avversa, avendo passata lamisura con false imputazioni contro alcuni cittadini mal-visti, provocarono da sè la propria caduta al principio del1382, chè furono scoperti essi stessi quali autori delle falsetestimonianze, ed uno di essi, che non riuscì a fuggire atempo, dovette pagare con la propria testa. Gli Albizi,che ritornano ora al potere, appartengono all'Arte dellalana, che in queir epoca, allorquando i panni fiorentinierano apprezzati e comperati in tutto il mondo, avevaacquistato grande importanza; il nucleo poi dell'oligarchiaera formato dai molti rami di questa famiglia. Essendosiquindi in quest'epoca Firenze avvicina a, come forma digoverno, a quella di Venezia, si spiega come si sia potutomettere il potere nelle mani di un veneziano (1).
Un'altra ragione del perchè a Firenze si pensò ad unveneziano come podestà, è da vedersi nell'avvicinamentopolitico di Venezia e Firenze , che s'inizia proprio in quel-l'anno e crea una intesa durata parecchi anni ancora dopola morte del Trevisan. Era essa diretta contro la comunenemica, la casa Viscontea di Milano , che andava facendosiassai minacciosa. I milanesi prendevan sempre più piede