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in Toscana ; il 1398 segna l'anno della loro maggior espan-sione, cosicché Venezia, che non era riuscita a intromet-tersi per una pace tra Firenze e Milano , si risolvette, allafine, a mettersi in lega con Firenze per minacciare GianGaleazzo Visconti .
C'immaginiamo che Zaccaria Trevisan fosse al correntedella situazione dentro e fuori Firenze . Venne raccoman-dato anche questa volta dal Cancellier Zambeccari? Non
10 sappiamo, però sarebbe possibile, perchè lo Zambeccaristava in intimi rapporti col suo celebre collega fiorentinoColuccio Salutati . La parentela degli interessi umanisticiunì effettivamente subito il Trevisan ed il Salutati , e cene dà testimonianza una lettera assai importante, che,dopo la partenza del veneziano da Firenze , gli indirizzò
11 Cancelliere di Stato. Il Salutati si era dato d'attornoper attirare a Firenze 1' insigne e dotto uomo di StatoManuel Crisolora bizantino, ch'era venuto in Italia perincarico del suo Imperatore da Costantinopoli, desiderandoinsegnasse qui il greco, ai molti desiderosi d'apprenderlo.Fra codesti desiderosi si trovava il vecchio Cancellieremedesimo; egli dipinge con soddisfazione come, malgradola sua tarda età, si sedesse volentieri sui banchi della scuo-la ai piedi del Crisolora per imparare la lingua greca, tantobramata dai molti italiani esperti nella latina (1). A questaschiera di aspiranti, che già si era iniziata nella genera-zione antecedente col grande maestro del Salutati , MesserFrancesco Petrarca, appartiene pure il Trevisan. Maquesto desiderio restò per lui un sogno ch'egli s'illuse in-vano di realizzare. Se il Podestà Trevisan non fosse statotanto preso dai suoi doveri d'ufficio non si sarebbe certolasciato sfuggire un'occasione unica per apprendere ilgreco. Quando più tardi fu governatore di Creta , e si trovòin territorio di lingua greca, gli mancarono, come riferisceFrancesco Barbaro , e maestro e opportunità, e quando