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e quanto ancor più. grande sia il vederli, e somma l'azioneche esercitano ». Il Salutati vide passare più di tremilapersone d'ambo i sessi che venivano da Lucca a Firenze ,e « non popolino, bensì i mercanti più insigni di quellacittà, cinti i fianchi dal sacro cordone, tutti segnati con lacroce, procedevano scalzi dietro il Crocifisso che porta-vano alto, tenevano in mano un flagello, fatto di cordea nodi, e si percuotevano le spalle con tanta umiltà espirito di contrizione che tutti quanti, ed ancor più coloroche li avevano derisi, quando li vedevano coi loro occhi,venivano presi da rimorsi e commossi fino alle lagrime ».La folla si commuoveva al canto dello Stabat mater dolorosae si metteva a far penitenza. Dopo l'inno piegavano trevolte le ginocchia ed emettevano il grido: misericordia epace... E Coluccio aggiunge « non può esservi cuore cosìfreddo ed indurito che non sia commosso ». Le chiese si af-follavano, i penitenti facevan ressa nei confessionali. Pec-cati ormai annosi venivano, con edificante contrizione,confessati. Cessava il commercio, tutti si provvedevano diun camice di lino bianco, di cordone e flagello. La regolavoleva che si stesse per nove giorni di seguito fuori dal luogodel proprio domicilio, senza mangiar nè carne nè uova,accontentandosi di pane e formaggio e senza mutar d'abitinè dormire in un letto. I pellegrini dormivano negli atridelle chiese, e vegliavano sulle donne, che dormivanoseparate. Non accettavano nessuno, nè lasciavano chesostasse presso di loro, che non si fosse prima riconciliatocol suo vicino ». E si concluse una pace generale fra gliuomini di Toscana .
Così scrive il Cancelliere di Stato di Firenze con gran-de esaltazione al Trevisan. Non tutti però vedevano conlo stesso occhio questo movimento. Vi era chi non si la-sciava sorprendere dai primi momenti di conversione eguardava la parte finanziaria della cosa. L'autore ano-nimo del Priorista fiorentino (1) scrive: «Mentre le corn-
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