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lizioso. La parte ch'ebbe il Trevisan nella scoperta diquesto scaltro inganno, non è solo quella dell' uomopersonalmente intelligente, ma pure dell'uomo di Statoveneziano qual' egli era. Si faranno più evidenti questirapporti, quando getteremo uno sguardo sulle vicendedell' altra accennata corrente dei Bianchi che s' era voltaverso Venezia. I veneziani eran sempre gli uomini dellamisura. Perciò già solo 1' incedere tumultuario dei Bianchidoveva esser loro sgradito. Inoltre la causa della dispera-zione di questi, che li aveva portati in altri luoghi a tantoestremo, non esisteva nella clausura insulare di Venezia.Misericordia e pace, il grido dei Bianchi, che segna la loromissione morale e sociale, erano già garantite in Veneziada una ordinata organizzazione statale. A farla breve, Ve-nezia proibì ai Bianchi l'ingresso nella città. Però vivevacolà dal 1387, quale lettore di teologia, il fanatico rappre-sentante di un angusto clericalismo, noto quale nemicodegli umanisti, colui che fu più tardi il Cardinal di Bagusa,Giovanni Dominici da Fiesole . Costui provocò un conflittotra principi religiosi e statali, invitò i Bianchi a oltrepas-sare la terraferma, li accolse a casa sua e si mise alla testadella processione. La reazione da parte della Signoria nonsi fece attendere a lungo: il 27 novembre 1399 i Bianchivennero cacciati e con essi il loro protettore Dominici esi-liato per cinque anni.
L'impressione lasciata da questo gran sciamare nellamemoria degli uomini era stata troppo profonda, perchèpotesse esservi qualcuno che non vi avesse fatto caso.Molti furono i teologi che si occuparono dell' avvenimento.Ssntiamo, per esempio che Vincenzo di Ferrer non avrebbemai potuto decidersi a farsi seguace dei Bianchi; dotti,come Giovanni Gerson, furono ardenti avversari, chè essieran animati da altro spirito.
Come si era gonfiata, così 1' ondata del movimento deipenitenti scomparve rapidamente ed altrettanto rapida-mente sparì la sua influenza sulle vicende mondane. Leo-nardo Bruni ne riconosce bene le ragioni, quando scrive:« Finché questa fede fu padrona degli animi non si pensò