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tintamente con la famiglia dei Signori di questa città.Ne fu 1' oratore ufficiale per tutte le circostanze tristi oliete. Quando Venezia minacciò e stava per scoppiare laguerra che doveva definitivamente cacciare i Carraresi,Francesco Novello lo mandò con due legati alla corte diFrancia , dove egli tenne il 30 dicembre 1404 ed il 25 feb-braio 1405 due discorsi, che ci sono ancor conservati, di-nanzi a Carlo VI onde chiedere aiuto ai francesi controVenezia. Quando, malgrado ogni sforzo, il destino fu av-verso a Francesco Novello, e questi dovette arrendersicoi suoi figli, anche lo Zabarella tradì la causa dei suoiSignori ed entrò al servizio di Venezia. È caratteristiconella vita dello Zabarella questo suo modo di agire; lovedremo ancora in casi consimili, per esempio quando fudeposto papa Giovanni XXIII, tener fede ai suoi signorisoltanto finché la fortuna non li abbandona, e poi passardefinitivamente dalla parte del vincitore e mettersi al suoservizio (1).
Dopo la cacciata dei principi della città, vennero in-caricati i maggiorenti veneziani, quindi il Trevisan ed ilsuo collega, di regolare, come parti in causa, una questio-ne di eredità per la successione dei Carrara . Un decretoducale del 19 febbraio 1406 riguardante i Rettori diPadova , stabiliva che Marino Caravello entrasse come Vi-ce-Podestà al posto del Mocenigo e il Trevisan fungesseda Vice-Capitano. Un partigiano di Venezia Jacopo daCarrara , durante 1' ultima guerra, era stato fatto giusti-ziare da Francesco Novello quale disertore della causa deiCarraresi, e spogliato dei suoi beni. Ora i parenti venezianidi Jacopo sollevavano diritti di successione per la figliadi lui che gli era sopravvissuta e non era stata tenuta inconto alcuno. Il doge le riconobbe tali diritti e i maggio-renti padovani furono incaricati di farli valere.
Siamo in caso di mostrare quali furono le attività