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Zaccaria Trevisan, il vecchio : La vita e l'ambiente / Percy Gothein
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il mediatore tra 1' umanesimo fiorentino ed il veneziano,per esempio di un Barbaro. Il Trevisan si rifa in questopunto alle cosidette idee euemeristiche della tarda clas-sicità sulla origine degli dèi antichi visti come uominieccellenti divinizzati (1). Trovò questa visione ampia-mente trattata in Cicerone (de natura deorum, III, 15,38). Onde spiegare perchè il reggitore di Stato deve ve-nir stimato quasi divino si esprime come segue: «D'al-tronde leggiamo che a Saturno e Giove e Mercurio e adaltri lumi dell' antichità sui quali non abbiamo dubbioalcuno che siano stati uomini, ed infine ai Cesari venneroattribuiti onori divini. Ciò non significa che gli antichicredessero in tanti dèi quanti erano questi che esaltò lapoesia - per usare un detto di Plinio : sarebbe stato il cielapiù popolato della terra! - ma classificavano fra gli dèi,a maggior stimolo per i virtuosi, coloro i quali venivano,secondo la morale d'allora, ritenuti particolarmente il-luminati ».

Dopo aver generalmente discusso su quale sfondorisalti il pregio del presente Capitano Arimondo, il di-scorso si volge direttamente a lui. Apprendiamo che egli,come il Trevisan, svolse la sua attività anche all' infuoridi Venezia e fece parte poi, col grado di comandante, dellapatria marina da guerra. Era più vecchio del Trevisanche gli si fa incontro con rispetto. L'Arimondo avrebbecercato presso i padovani non certo onori e fasti, bensì diesser utile ai suoi simili più di quanto lo avrebbe potutoquale uomo privato. « Se tu hai donato le opere della tuamano felice a popoli forestieri in nazioni straniere (qui siallude ai levantini), pensa con quanta maggior larghezzale offrirai a questa gloriosa città a questo popolo eccellen-te. Guarda questi ben provati uomini che ti fanno coro-

(1) L' origine di tale razionale spiegazione di dèi antichi ri-sale a Euhemeros , da cui 1' Euemerismo del quale non si curavanotanto i Greci come i Romani. Già il vecchio Ennio aveva fatto unatraduzione dell'Euemero in lingua latina.