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per condurre all' arte ed alle scienze, sibbene segua la li-nea dell' uomo attivo che agisce immediatamente per lacomunità. Hanno maggior merito gli uomini che s' occu-pano delle cose della città e merito sommo i fondatori diStati. La lode più alta però tocca ai reggitori dello Stato.Il Trevisan dice letteralmente: « Se siam d' accordo neldire che molto dobbiamo agli inventori delle arti minime,che moltissimo dobbiamo a coloro che pei primi riunironoin società popolazioni sparse e nomadi e le distribuirono invillaggi e le divisero per stirpi, se dobbiam esser grati aquelli che fondarono stati immensi, solidamente, mediantecostituzioni, prescrizioni penali, quanto dovremo esserloa coloro i quali risvegliarono i diritti giacenti, ridannovita alle mute leggi, si prendon cura del benessere dei cit-tadini, promettono e distribuiscono ricompense ai buoni,raffrenano i disonesti, tengon lontana 1' iniquità dalle muradella patria, dai luoghi consacrati, da noi tutti e dai nostrifigli, ed infine portan la pace nelle città e conservano tuttoquanto tende a tal scopo! Costoro superano ogni lodeumana, son degni di lodi divine». Il Trevisan non è ilsolo a pensarla così. Troviamo nel suo scolaro Barbarotale brano del suo Libro sul matrimonio preso da Plu-tarco (1): «Ecco un buon detto del saggio Cesare Augusto :Alessandro avrebbe tratto maggior frutto e merito dallesue conquiste se avesse saputo proteggere e conservarequel che aveva conquistato, piuttosto che compiere, coa-diuvato dalla fortuna, grandi gesta ». D' altronde la posi-zione privilegiata che tocca al reggitore dello Stato è do-vuta al fatto che il suo operare è sensibile nei suoi ef-fetti presenti, mentre quello del fondatore di stato siperde nel grigiore del passato.
Ed ecco comparire nel Trevisan 1' amico dell' uma-nista fiorentino, giacché egli è 1' anello di congiunzione e