74
bile e la sua bontà; era assai dotto nelle Sacre Scritture,e possedeva un acuto e retto spirito critico. Ma il suo at-teggiamento nella questione dell'unificazione della Chiesafu riprovevole. All'inizio del suo pontificato aveva dichia-rato con zelo ed entusiasmo che era disposto ad andare apiedi col bastone del pellegrino per condurre a termine ladesiderata unione. Scrisse subito una lettera al suo avver-sario, invitandolo ad un'abdicazione d'ambo le parti. Be-nedetto rispose quasi con le stesse parole. Quale puntod'incontro venne scelta Savona , sita a metà strada circatra Roma ed Avignone . Fin qui tutto andò bene; più tardiperò i buoni propositi di Gregorio cominciarono a vacil-lare e vennero i pentimenti per la rinuncia alla dignitàpapale. Si diceva che le persone che lo circondavano eser-citassero su di lui una influenza malefica. Chi erano ? Nonerano certo i cardinali, i quali lo avevano eletto, perchèquesti, appena si accorsero del cambiamento d' idee delpapa, gli voltarono le spalle furiosi. Rimanevano quelliche aveva egli medesimo nominato cardinali. Lo soste-neva il nipote, Gabriele Condulmer , pure di nobile fa-miglia veneziana, futuro papa Eugenio IV . Gabriele stettefedele a fianco dello zio anche nel momento della disgraziae lo accompagnò più tardi persino attraverso tutta lasua odissea, che lo spinse ad errare in esilio lungo le costed'Italia .
Un' influsso malefico sul Papa venne esercitato da unuomo, la cui condotta ovunque ci si fa incontro, ci apparesempre molto discutibile. È il domenicano Giovanni Domi-nici. La Chiesa Cattolica poi lo beatificò, è vero, ma ciò av-venne assai più tardi, nell'aprile del 1832, quando sulla sediadi Pietro stava Gregorio XVI , il reazionario predecessoredi Pio IX . Noi ne abbiamo ampiamente trattato nel no-stro libro su Francesco Barbaro, sopratutto per quellasua attività pedagogico-letteraria antiumanistica, direttasoprattutto contro Coluccio Salutati (1), col quale pole-
(1) P. Gothein, Francesco Barbaro, pag. 84.