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l'avignonese od il romano; dovevano invece ribattere con-tinuamente che unico loro fine era di porre un termine allascissione della Chiesa. I due legati non dovevano solamentechiedere udienza al Papa, ma presentarsi pure a ciascuncardinale; lettere credenziali eran state rilasciate da Ve-nezia anche per ognuno di tali dignitari. Dovevano por-tare l'omaggio della Signoria, indi spiegare il motivo delloro viaggio, e cercar d' influire su di loro indirizzandoliverso la meta comune.
Dopo di chè Caravello e Trevisan avrebbero dovutomettersi in cammino per recarsi dall'altro Papa, non senzafermarsi, strada facendo, a Genova dal governatore fran-cese di codesta città, Maresciallo Boucicault, onde invitarload adoperarsi per l'opera di pacificazione, chè una parolasua avrebbe avuto molta importanza presso Pedro deLuna , il papa Benedetto XIII. Questo piano non venneeseguito perchè Benedetto era già in viaggio per Pietra-santa, passando per Savona, Genova , Sarzana, onde in-contrarsi con l'altro papa. « Sbrigate le cose a Genova ,partite d'urgenza alla volta del Signore di Avignone ».Questa missione è ancora più delicata di quella presso Gre-gorio XII . La Signoria aveva consegnato ai suoi legati lecredenziali per la corte papale avignonese senza intesta-zione (sine mansione). L'indirizzo appropriato avevano dametterlo essi medesimi : doveva corrispondere da una partealla dignità della Signoria ed essere d'altra parte accettoall'antipapa. Perciò la faccenda era tanto spinosa: Vene-zia non poteva giurar « obbedienza assoluta » a due Papicontemporaneamente, nè voleva mettersi in urto con nes-suno dei due. Dopo aver presentato le credenziali rima-neva ai legati da riflettere a lungo con quale formula ono-rifica fosse d'uopo indirizzarsi all'antipapa. Dopo di chesarebbe seguito il discorso e a loro spettava ancora tro-vare la formula adatta per l'esordio.