Druckschrift 
Zaccaria Trevisan, il vecchio : La vita e l'ambiente / Percy Gothein
Entstehung
Seite
98
Einzelbild herunterladen
 

98

si sarebbe, senza una tale politica, finiti certamente inguerra. Il contratto venne concluso nella residenza dellointendente camerario a Venezia. Esisteva tra Ladislao e laSignoria un rapporto di serena fiducia ; questa sbrigava gliaffari bancari di quello, e a questo proposito si osserva (1)che egli, attraverso i delegati suoi e del doge, aveva prele-vato 15000 ducati dal governo veneziano, la metà quindicirca di quanto doveva ancora ricevere. Il Doge accusaricevuta e s' impegna di pagare il resto il 15 febbraioseguente, avendo bisogno il re di questa somma nel-1' anno prossimo, onde avviare la sua coronazione a red' Ungheria eh' ebbe poi luogo il 5 agosto 1403 a Zara .Ma poiché, nello stesso anno, il rivale Sigismondo riuscìad avere in sua mano definitivamente e saldamente 1' Un-gheria, tutta la parata a Zara non sortì il suo effetto. La-dislao se ne accorse ben presto e si volse pel resto dei suoigiorni a progetti più modesti e redditizi. Infatti prese leparti di Gregorio XII e, cercando di approfittare dellaconfusione generale creata nello Stato della Chiesa dai trepapi, lo invase e ne occupò gran parte. Solo GiovanniXXIII gli si fece contro e sconfisse le truppe del re a Rocca-secca, dopo di che concluse la pace. Ma nel 1413 Ladislao riprese la guerra col papa ed occupò persino la città di Ro-ma . Nel 1414 morì. Impegnato in tutte queste imprese inItalia, si disinteressò dei suoi possedimenti in Dalmazia ,avendo essi solo valore finché aveva la speranza di potersiimpadronire dell' Ungheria per quella via. Perciò vende aVenezia il resto delle piazze litoranee, nelle quali tenevaancora guarnigione. Quando il re si mise a mercanteggiaresul prezzo, Venezia gli dichiarò che non doveva dimenti-care come purtroppo la Dalmazia fosse stata da tutte

1934), dal suo punto di vista nazionale jugoslavo vede tali avve-nimenti felici per Venezia, ma parla di « marché infame sous lesgriffes du lion ail'é », mentre invece gli scrittori di nazionalitàitaliana acclamano all'accrescimento della potenza veneziana sul-l'altra sponda dell'Adriatico .

(1) / libri commem. IX, 236.