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Zaccaria Trevisan, il vecchio : La vita e l'ambiente / Percy Gothein
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nienti dal fatto di far parte del territorio veneziano), pelcaso in cui il padrone d' una nave veneziana avesse volutovendere grano a prezzi moderati alla popolazione. Ciòvenne concesso con alcune riserve. Nel capitolo ottavovien concesso, dietro loro richiesta, ai cittadini di Zara quale favore particolare, ciò che i ragusani avevano giàottenuto da un pezzo, grazie alla fedeltà dimostrata a Ve-nezia nelle ultime guerre: la cittadinanza veneziana deintus. Questo favore aveva un significato particolare,quando gente di Zara passava a Venezia. Infine i rettoridovevano presiedere solo a questioni d' alta giustizia ;nelle altre, al di sotto dei 100 soldi non avevano da immi-schiarsi; e sopratutto nelle discussioni fra contadini edartigiani; esse venivano sbrigate dagli zaratini stessi fraloro, nelle corti di giustizia delle loro corporazioni, da de-putazioni elette dalle medesime.

La prima notizia che abbiamo dell' opera svolta dalTrevisan in Dalmazia risale al 13 aprile 1411, ossia adun anno dopo. Conclude ancor qui un negozio (1). Lapiazzaforte di Ostroviza, eh' era già stata una volta deiveneziani e poi andata perduta pel tradimento del co-mandante croato , si trovava ora in possesso della famigliadel Gran Voivoda bosniaco. Nel giorno suddetto comparvenel palazzo del Conte di Zara 1' arcidiacono bosniaco Teo-doro, plenipotenziario del Voivoda Sandalj e della di luisuocera Anna, vedova del Ban Volz, presentando al Trevi-san ed al Arimondo una lettera credenziale del Voivoda insloveno , dalla quale pendevano i due sigilli di Sandalj eAnna. La compera era stata contrattata da molto tempo,ed il Trevisan aveva in mano pure una lettera portanteil sigillo dello Stato veneziano che gli conferiva pieni poteri,datata da Palazzo Ducale , già del 8 novembre 1410. Ilcontratto stabilisce che i veneziani debbono ricevere larocca di Ostroviza sita in Croazia , « nei loro veri confini,che son vasti e ben segnati, e non si possono descrivere

(1) Mori. Slav. mer. IX, 189.