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all' una or all'altra. Dapprima gli ungheresi assalirono im-provvisamente la fortezza di Ostroviza, ch'era stata acqui-stata con gran cura dal Trevisan ai veneziani. Il coman-dante veneziano si lasciò sorprendere, precisamente mentresi trovava a tavola. Più solido e duraturo rimase 1' altropossesso veneziano, ch'era stato allora concesso per sopram-mercato, Scardona, e divenne il punto di partenza per laconquista della vicina Sebenico , la cui formale presa dipossesso fu 1' ultimo atto dell' opera svolta dal Trevisanper l'acquisto della Dalmazia . Egli aveva con ciò fondatoil dominio di Venezia sulla Dalmazia , che doveva durareben quattro secoli.
Dopo che Zara fu divenuta veneziana, sembrò cheanche Sebenico dovesse tosto seguire ugual sorte (1). L'a-ristocrazia di colà teneva per Venezia ; il popolo però erafortemente attaccato agli ungheresi, e si mise sulle difen-sive contro una possibile annessione allo Stato veneziano;i più illustri partigiani di Venezia dovettero esulare. Inseguito a queste difficoltà Venezia offrì all'imperatore diricevere la Dalmazia in feudo mediante un pagamento indenaro, ma l'Imperatore non ne volle sapere e la guerracontinuò. I tumulti di Sebenico diedero luogo ad un macellosanguinoso. I nobili si erano impadroniti di due torri, chechiudevano l'ingresso del porto, ed eran passati dalla partedi Venezia . Qui era ancora la flotta, la quale, per ordinedella Signoria, doveva mandare le navi a Zara , per imbar-carvi i nobili e portarli a Venezia . Il resto della città diSebenico mantenne un atteggiamento nemico. Quelli cheeran stati cacciati dalla città devastavano i dintorni, le lorodonne eran fuggite a Venezia , dove vennero mantenute aspese dello Stato. Fu la stoltezza degli ungheresi a rovesciarla posizione; essi vollero costruire, contro la volontà delpopolo, una cittadella nella città medesima. Il General vi-cario ungherese aveva inoltre fatto decapitare il capo di unasommossa. La popolazione sentiva dal di fuori Venezia pre-
(1) Lucius, I. e, pag. 264.