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Zaccaria Trevisan, il vecchio : La vita e l'ambiente / Percy Gothein
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fama pari a quella del padre. Francesco Barbaro lo cir-condò fin da piccolo d' ogni cura, come il più caro legatovivente, e lo aiutò finché egli stesso morì. Gli altri figlinon furono mai in primo piano e neppure vennero maimenzionati, solo il più giovane, Zaccaria Trevisan, fu,come suo padre, un uomo di stato significativo per la suacittà natale. È, accanto a Ludovico Foscarini, l'erede del-l' arte di governare di Francesco Barbaro, e udremo soventeparlare di lui ancora nella generazione seguente. Cosìalla morte del vecchio Zaccaria, che seguì immediatamentedopo l'8 gennaio 1414, la tradizione spirituale, che produs-se i più importanti uomini di Stato veneziani, si continuò.

Dopo la dipartita hanno la parola gli amici di Zacca-ria, che furono duramente colpiti dalla sua perdita. Ciòvale sopratutto per Francesco Barbaro. Gli si offrironotosto parecchie occasioni onde render testimonianza perF amico defunto di fronte ai posteri. I parenti che ci sonnoti attraverso il testamento e la famiglia Marcello volleroannunciare la morte ai dignitari ecclesiastici amici assenti,ai Cardinali de Challant e Zabarella. A proposito dellapromozione a dottore di Pietro Marcello sentimmo come

10 Zabarella, suo secondo promotore, fosse assente daPadova , essendo egli stato chiamato il 6 settembre 1413da papa Giovanni XXIII insieme col soprannominato car-dinale savoiardo e mandato in legazione presso L'Impera-tore Sigismondo in occasione dell' imminente concilio.Questi due cardinali ebbero in quegli anni una parte as-sai importante nella politica curiale. Il de Challant, origi-nariamente cancelliere del Conte di Savoia, venne elevatoalla porpora il 9 maggio 1404 da Benedetto XIII (1).

11 Trevisan lo aveva conosciuto dopo aver pronunciatoil suo discorso alla presenza di Pedro de Luna , allorquandogli venne dato 1' incarico di far visita anche ai cardinalidell'Antipapa. Poi il de Challant passò dalla parte deicardinali di Pisa e ricevette da Giovanni XXIII il 19

(1) Eubel , l. c. I, 29.