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Zaccaria Trevisan, il vecchio : La vita e l'ambiente / Percy Gothein
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brano: (1): « I nostri cretesi non si staccano da tale con-suetudine (che le donne maritate non escon di casa senon velate, mentre le ragazze vanno a viso scoperto); alleragazze è permesso di star sulla soglia dell' uscio di casa»cantare, ridere e scherzare coi loro pretendenti. Non ap-pena però son promesse spose, si rinchiudono al par divestali in casa, non escon quasi più, chè per esse è ritenutauna colpa il vedere un uomo forestiero ».

Vi erano in Creta due veneziani colleghi d' ufficio delTrevisan, dei quali ci è noto il nome. A capo dell' ammi-nistrazione negli anni dal 1403 al 1405 stava come Ducadi Candia colui che diverrà poi celebre quale Doge Tom-maso Mocenigo , e segretario perpetuo era il « Cancellierecretese » Lorenzo de' Monaci che coprì tale carica dal 1388al 1429. Questi si acquistò del merito nel campo dellastoria di Venezia antica e della sua grande colonia di Creta con' la sua cronaca; però nonostante il suo lungo soggiornodi anni in paese di lingua greca, forse causa la ostilità versola popolazione indigena, fu avverso ai nuovi studi di grecodegli umanisti, che stavan venendo di moda, specie quan-do ad essi si dedicavano giovani patrizi veneziani comeFrancesco Barbaro . Da qui nacque la contesa con questoultimo nella quale venne citato dal Barbaro ZaccariaTrevisan, allora già morto, quale testimonio contro ilMonaci. Questo testimonio sembrava al Barbaro assai piùdi valore per ciò che riguardava il mondo degli studi greciin quanto era stato superiore a Creta di Lorenzo de' Mo-naci (2).

Intanto, mentre Zaccaria Trevisano era lontano dal-l' Italia, s' erano andati addensando su Padova ed i suoitiranni grossi nuvoloni, e lo si richiamò dal Levante perservirsi di lui in patria ossia nell' esercito che assediava iCarraresi in Padova .

(1) Fr. Barbaro , De re uxoria ed. Att. Gnesotto in Attie mem. della R. Accad. di Padova , 1916, pag. 51, 24.

(2) Epp. Fr. Barbari, ed. Quirini pag. 189.