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e incaricarsi della sorveglianza, rimanendovi due mesidopo emanata l'ordinanza, in qualità di Provveditore, ondeprovvedere alle cose necessarie ed urgenti. Gli verrebbeassegnato uno stipendio di 100 ducati, dovrebbe però fareil suo ingresso a Sebenico con seguito imponente, comeaveva fatto a Zara , e mantenere non meno di sei servitori.Il Senato approvò tutto, con la sola limitazione che il Tre-visan doveva ricevere solo 60 ducati al mese. Da prin-cipio a Venezia non si sapeva bene (1) se la nave chedoveva portargli l'ordine lo avrebbe incontrato ancorain tempo a Zara o già sulla via del ritorno; in questo casolo si doveva lasciar ritornare tranquillamente a Venezia.La Signoria però seppe dal suo ammiraglio, il Capitanodel Golfo, Leonardo Mocenigo, che la resa della città avevaavuto luogo alla sua sola presenza. Urgeva quindi a Se-benico , nella città di nuova conquista, accanto al coman-dante della Marina pure un'autorità civile, il Provveditore,cosicché a Venezia si scelse prontamente nella persona delnobile Sante Venier un successore o un sostituto al Tre-visan, nel caso egli fosse già stato in viaggio. Ma questivenne raggiunto invece ancora in Dalmazia ; e così si recòsenza por tempo in mezzo, al suo nuovo posto. Sorpresemolto i parsimoniosi suoi concittadini la sua dichiarazioneche, essendo trascorsi i due anni di carica a Zara , intendevacontinuare il supplemento di servizio a Sebenico di duemesi, quale provveditore, a sue spese, senza retribuzionealcuna.
La Signoria, stupita della sua adattabilità e del suodisinteresse, ne prende atto il 5 dicembre 1412 (2): «Zac-caria Trevisan ha risposto, dopo aver ricevuto 1' ordine(come ogni distinto cittadino dovrebbe fare), d'esser prontoad andare fedele e ubbidiente». - Succedeva a volte che inobili si rifiutassero di recarsi là dove eran inviati d'ur-genza, perciò è facile trovare in alcuni atti del Senato ve-
ti) l. c. XII, 38.(2) l. c. XII, 48.