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e il 16 aprile 1399 venne creato Vescovo dj Ceneda, citta-dina alpestre del Veneto . Nel 1400 vedemmo come il Tre-visan, sulla via del ritorno da Roma , fosse stato aspettatoda Pietro a Ceneda ma sappiamo pure come non se nefece di nulla perchè l'amico desiderato si fermò a Bologna .A Ceneda Pietro Marcello aveva da mantenere tutto ilparentado. Ciò probabilmente gli pesava assai, ed è cosiche si guardò intorno in cerca di altre fonti di guadagno,e nel 1405 lasciò per alcun tempo la sua sede vescovile perrecarsi a Venezia da Zaccaria Trevisan. Da un passo diuna lettera di un terzo indirizzata al Marcello, si può de-durre che il Vescovo di Ceneda accompagnò il Trevisandurante l'ambasceria a Genova nell'aprile di quello stessoanno(l). Nove anni dopo dunque il Marcello briga aPadova , ove è stato trasferito in qualità di vescovo, ondeottenere la laurea.
Abbiamo avuto già più volte l'opportunità di consultar1' archivio dell'Università di Padova (2) e siamo informatidel come si procedeva per un simile dottorato. Chi vo-leva laurearsi in diritto, doveva farsi presentare al collegiodei professori da un professore, che assumeva il titolo disuo « promotore ». Onde onorare il Vescovo Marcello accettòquesto ufficio il Capitano di Padova Zaccaria Trevisan,considerato eh' egli era già stato professore a Bologna ,chè altri Capitani meno colti non avrebbero potuto farlo.Seguiva una domanda formale per l'ammissione, coi rela-tivi documenti dimostranti la provenienza; inoltre biso-gnava aver depositato la tassa d' esame; dopo di che ilcollegio deliberava sull' ammissione e destinava il giornonel quale il candidato doveva dibattere le tesi od i punti.Nel giorno stabilito aveva la parola il presidente del col-legio, che estraeva dall' urna tre tesine di diritto civile edaltrettante di diritto canonico. Queste erano state sceltein precedenza dai dottori del collegio, che dovevano giurareinoltre davanti al vescovo od al suo Vicario - e ciò avven-
(1) Sabbadini, l. c.
(2) cf. pag. 52 (1).