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Zaccaria Trevisan, il vecchio : La vita e l'ambiente / Percy Gothein
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ciò che fa parte della natura corporea e corruttibile. Ecosì l'uomo deve essere il mediatore che nobilita le cose in-feriori, ed è giusto che sia stato destinato a questo, chè «seDio avesse immesso le anime in corpi fissi e perenni » (ossialasciate nel terzo grado, nel mondo angelico) « lo spiritodivino ed in semplice si sarebbe malamente adattatoalle cose inferiori, e le avrebbe certamente trascurate edisprezzate ». Ossia se Dio non avesse costretto l'animaa questa congiunzione, essa spontaneamente non l'avrebbe contratta mantenuta. Conseguentemente non sisarebbero mai effettuate, senza il congiungimento di corpoed anima, opere di civiltà, ossia non si avrebbe mai intra-preso di coltivare le cose inferiori e morte. Con parole delTrevisan: « Non avrebbero mai potuto esistere tanteinvenzioni e opere ad ornamento delle diverse arti, non maila bellezza delle città, e le figure delle altre cose, e tuttociò ch'è mortale sarebbe ancora nelle rozze forme dellostato primordiale. Da codeste cause della formazionedell'uomo scaturiscono come da sorgenti vive, i suoi varicompiti e doveri ». Ciò che il Trevisan esige è il famosoyvwih gsocotóv. « Tanto grande è il potere di questa conoscen-za, quando noi ci dedichiamo non solo a gustarla, ma purea capirla, che, se essa non ci trascina lontano dall'errore(ossia non ce ne libera totalmente), pure c'impedisce checi volgiamo totalmente a ciò eh' è contrario alla natura ».Il Trevisan svolge qui un pensiero che è già del Rinasci-mento: esser cioè primo dovere dell'uomo l'autocono-scenza della sua natura, affinchè egli da un lato non sifaccia schiavo del corpo e non lo stimi più del suo valore, -in ciò coincide col noto pensiero di una visione asceticadel mondo, predominante nel Medioevo - d'altra partenon sprezzi e sacrifichi il corpo, sibbene adoperi tutte lesue forze e gli ausilii dei sensi onde adattarli alle cose mi-gliori. Quest'alleanza di corpi ed anima è il vero e proprioequilibrio delle loro funzioni, l'una deve saper comandare,l'altro prontamente ubbidire. « Lo spirito libero, padronedi stesso, deve prendere dapprima in considerazione ciòche è dato all'uomo per la sua utilità e comodità e ciò che