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Zaccaria Trevisan, il vecchio : La vita e l'ambiente / Percy Gothein
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del Trevisan, Azzo (Doc. XI). « Se il mio incredibile doloreme lo avesse concesso ti avrei scritto prima sulla mortedel nostro Zaccaria Trevisan perchè tu, che lo amavi diamore particolare, avresti dovuto, prima d' ogni altro,udire della morte dell' uomo a te tanto caro. Ma essendo

10 stato quasi annientato dal dolore, non potei segnalartiprima questo acerbissimo caso ». Intanto il Barbaro sepped'altra parte, che lo Zabarella aveva già appresa la notiziaferale da altre lettere. Per giustificare di scrivere ciò mal-grado al cardinale, aggiunge: «non per accrescere ancorale tue fatiche consuete con questi amari ricordi ». France-sco non vuol però con questo sottrarsi a codesto officiofunebre, e lo Zabarella non vorrà fraintendere le sue in-tenzioni anche in tale triste scritto. « Avvenne poi che miritenni persuaso che la tua umanità avrebbe perdonatofacilmente ogni ritardo in riguardo al mio dolore. Ti pregodi voler pensare, o padre umanissimo, in quale stato dianimo io mi fui quando vidi orbata la nostra repubblicadi un cittadino tanto illustre, di un difensore tanto equa-nime e forte, di un ottimo senatore e degnissimo di lodein ogni genere di cose, e vedrò spogli i figli suoi di un pa-dre amatissimo, e noi tutti della famiglia Trevisan eMarcello e gli altri del nostro massimo ornamento ».

Dall' altra lettera indirizzata al Cardinale de Challantapprendiamo la posizione eminente che aveva assuntoZaccaria pure nella sua famiglia, così da venir considerato

11 capo anche dai parenti più anziani. Azzo dice, che seb-bene per età il nipote poteva chiamarlo padre, pure glifu padre per la saggezza e la maestà del pensiero, e per1' amore e la pietà più che lratello e figlio gli era amico:« ma dovendo io piangere la sua morte, mentr' era piùgiusto eh' egli avesse pianto la mia, bisogna ch'io sopportiquesto mio caso se non valorosamente, almeno con mode-razione, per quanto sia quel che di più duro mi potesse ac-cadere. Il desiderio di lui, che rimarrà in me perennementeper tutta la vita, non solo mi commuoverà sempre piùma mi consumerà continuamente. Mentre siamo afflittida sommo dolore (parlo per me e gli altri della famiglia)