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rallegrarci della buona fortuna, non potessimo dolercidell' avversa. E perciò mi dolsi, piansi e gemetti per lamorte inaspettata e ben troppo precoce del nostro chiaris-simo Messer Zaccaria. Dovevo dunque rimanere immobilecome dura pietra, orbato come mi trovavo di repentedi tanto amico? come se non l'avessi nè conosciuto, nèamato, nè per insipienza non avessi capito quale jatturami colpiva nel venir privato di tanto lume? ». Lo Zabarellaintende dire che non è tanto per sè che si contrista, in talmodo, chè egli è un vecchio e non può a lungo esser disgiuntoda lui. Egli avrebbe tosto incontrato Zaccaria, non appenasi sarebbe congedato dalla terra ; ma egli pensa ai suoi cari,e alla patria sua illustre che lo piange, Venezia, che haperduto in lui un valoroso difensore, un padre, e poi lasua stessa città di Padova « vedova di tanto difensore,come non ne aveva finora mai posseduto nè mai potràsperare d' averne ». Ricorda poi infine « tutti i buoni e chiariuomini che piangono l'infelicità di questo nostro secolo alquale venne rapito il suo più fulgente astro, tanto repen-tinamente, cosicché possiam meglio dire fu più un' appa-rizione che un dono ».
Ed ora la condoglianza funebre, come s' addice alladignità d'un cardinale, volge alle consolazioni ultra terrene,cristiane. « Per quanto tutto ciò ci costringa a piangere,pure è d' uopo che vi poniamo un freno, onde non andarecontro i voleri di Dio. Bisogna pensar a ringraziare Dio diaverlo dato alla terra, piuttosto che lamentarci se ce 1' hatolto. Sebbene sia duro d' esserne privi, pure non bisognatroppo rammaricarci ch'egli sia stato sottratto agli uomini,sibbene augurare ch'egli sia stato restituito al cielo. Tuttoal più si potrebbe lamentare eh' egli sia stato anzitempostrappato alla terra. Ma che tempo ? Vogliam proprio direche fu strappato alla terra anzitempo, colui che, così mipare, superò tutti gli uomini della sua generazione per losplendore della gloria, e certamente come tutti sentono,agevolmente fu pari ai più eccelsi; colui che per la vastitàdei meriti fu elevato a tale sommità di esaltazione e fama,che mancava fra gli uomini un' equa misura onde ricom-