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a non insegnarla ad alcuno. Nello stesso mese di giugno 1472 il predetto Antonio fa società col Corderòpromettendogli di esercitar l’arte dove egli voglia e d’insegnarla al fratello di lui Giovanni, sicché entroquattro anni possa stampare da sé; che però Giovanni non debba insegnarla ad alcuno, e rimanga il segretofra lui e Lamberto. Però, dopo scoppiata la peste in Genova , il Corderò propone a Lamberto, che accetta,di andare a Mondovì. Non si conoscono libri stampati in Genova da questa società.270
Nata discordia in Mondovì fra il Corderò e Antonio, e scampato questo dalla carcere, in cui, a richiestadell’ altro, era stato messo, torna in Genova , ove nel 1473 esercita l’arte tipografica insieme con Enrico d’An-versa. Fatto di nuovo arrestare dal Corderò, ricorse, esponendo le sue sventure, alla Signoria, la quale a’18 novembre 1473 rimise la cosa ai Sindacatori della città. Va a monte la società, e Antonio a’ dì 22 di Marzo1474 prende a’ suoi servigi, per quattro mesi, Batista Teri (?), di Firenze , col quale sembra continuasse latipografia; ma il 25 maggio successivo vende caratteri, torchio e istromenti a Michele Scopo di Ulma, ilquale a’ 15 del susseguente ottobre rivende tutto a Martino Dal Pozzo di Milano .
Matteo, o Mattia, Moravo di Oltmiitz (Napoli 1475—1491) e l’orefice Michele da Monaco (di Baviera ?)si trovano in Genova sugli ultimi del 1473, e vi compiono un’ edizione a’ dì 22 giugno 1474. Il primo,quindi, se ne parte per Napoli, portando seco, verisimilmente, caratteri, istrumenti, e forse una parte deiProverbia di Seneca probabilmente già cominciati a stampare. Non sappiamo se la sua partenza potesseavvenire per la supplica falta nel 1472 dagli amanuensi al Governo, e da questo presa in esame, perchè siavesse qualche riguardo ai loro interessi minacciati dalla venuta degli stampatori.271
Note 270. N. Giuliani, Notizie sulla tipografialigure fino a tutto il secolo XVI, p. 9 esegg.; M. Staglieno, Sui primordi dell’ arte della
stampa in Genova. , cit., p. 427 e segg;
negli Atti della Società ligure di storia patria, to.IX, 1869. Ved. pure P. Bergmans, Notes Biblio-
graphiques sur le „Dictionnaire de Geographie" deDeschamps (Revue des Bibliothèques, an., Ili, p.380), il quale, però, ripete, in gran parte, cose giànote.
271. Giuliari, 1. cit.; Staglieno , p. 425; Giornaledelle biblioteche, an. 1870, pp. 184—194.
PERUGIA. A’ dì 26 aprile 1471 il magnifico Braccio de’ Baglioni, di Perugia , Matteo di Baldo degliUbaldi, Bacciolo di Piero de Funagioli, mercante, e Costantino di messer Andrea, peru-gini, da una parte, maestro Pietro di Pietro da Colognia (Colonia ) e Johanni (Giovanni) di Niccolò daBamberga, o Vambergha, dall’ altra, costituiscono una società per la stampa de’ libri, la quale deve durare16 mesi, cominciando dal 1° del successivo maggio, ma è sciolta il dì 20 ottobre 1472.273
A’ dì 28 ottobre 1472 Matteo suddetto e Rinaldo di Francesco di maestro Jacopo da Perugia , a nome suo e dialtri, fra cui il ricordato Baglioni, da una parte, e i suddetti Pietro da Colonia e Giovanni da Bamberga, dall’altra, costituiscono una società per la stampa di libri, da durare fino al settembre o all’ ottobre del 1473.274Giovanni Vydenast, o Wydenast, Stefano da Magonza, Giovanni Ambracht, e Crafto (Kraft?), di Magonza ,stampano in società circa il 1473—74. (ved. Roma , Foligno 1476).
A’ dì 6 aprile 1474 si scioglie una società per la stampa di libri fra i suddetti Pietro da Colonia, e Gio-vanni da Bamberga, da una parte, e diversi perugini, fra cui il suddetto Rinaldo, dall’ altra; i primi riman-gono debitori di 60 fiorini e 60 soldi per danari imborsati nella vendita dei libri. I libri, mandati a Pisa,Bologna, Firenze, Ferrara, Padova, rimangano a Rinaldo, quelli che a Siena, Roma, Napoli , agli stampa-tori, i quali abitano sempre in Perugia agli ultimi di aprile 1475.275
Giovanni Videnast, bidello (minister) dell’ almo Ginnasio Perugino, e soci, stampano circa il 1474—75,nel 1475 stesso, 1476, 1477, una volta a spese di Braccio Baglioni .
A’ dì 7 dicembre 1475 Giovanni di Giovanni, di Augusta, unito in società con un taverniere tedesco ,Pietro di Venanzio, avendo fondata una tipografia, in cui si lavora su quattro o cinque banchi, si obbligacon Filippo Benedetti a stampargli, entro sei mesi, 400 grossi volumi in foglio grande, e a pagare 100 ducatidi multa quando ne stampasse di più per conto proprio. 2 ’^
Maestro Arigo tedescho, probabilmente Enrico Clayn, o Cleyn, di Ulma, fabbricatore e gettatore di lettere,messere Jacomo di Langhebuhr, tedescho, Janne de Arigo, bidello (il Videnast?), impressore e Ranaldodi Francesco di mastro Jacomo da Perugia , a’ dì 22 febbraio 1476 costituiscono una società per la stampadi libri, la quale deve durare fino oltre il giugno dell 1477.277
I ricordati Rinaldo di Francesco, maestro Pietro da Colonia e maestro Giovanni da Bamberga a’ 20 dimarzo 1476 costituiscono una società per la stampa di libri, che deve durare due anni, cominciando dal 26 dimarzo 1476.278