Druckschrift 
Festschrift zum fünfhundertjährigen Geburtstage von Johann Gutenberg / im Auftr. d. Stadt Mainz hrsg. von Otto Hartwig
Entstehung
Seite
444
Einzelbild herunterladen
 

444

DEMETRIO MARZI

Nel 1476 Giovanni Reseps, dell Alta Alemagna, maestro impressore, avea preso al suo servizio ilcompositore Stefano Aquila da Magonza , di Sassonia. Per inosservanza de patti, gli muove contro in giu-dizio; poi cede le sue ragioni su di lui e sul fideiussore, Giovanni di Enrico, a certo Giovanni FerraudiMarchigiano. 2 ? 0

Stefano Aquila suddetto, abile nello scolpir lettere, dopo ciò, a 3 marzo 1477 fa società col dettoGiovanni, di Augusta, per la stampa dei libri; si promettono a vicendaporre lor persone ed industrie, egiorno e notte a tutto homo adoperarsi". Giovanni pare si stabilisca definitivamente in Perugia , ove prendeanche moglie. 280

Stefano da Magonza , compositore, il 22 febbraio 1477, cita Giovanni Vydenast a pagargli il salario di unanno, compito a metà di luglio 1477. Fra i testimoni compaiono il Kraft e Giovanni Ambrach, magontini,Paolo di Pietro e Giorgio di Federigo, alemanni, Giovanni di Pietro, teutone, scrittore della stamperia.Risulta dagli atti che ai compositori, oltre le spese, si davano due ducati al mese; che Stefano avea fattoun ordigno per gettar lettere, ecc. 281

A 13 marzo 1479 Federigo Eber, dell Alta Alemagna, e Giovambattista di Pietro costituiscono una societàper la stampa di libri in jus civile. Cominciato un volume sulle doti, viene, a morte; perciò gli eredi, Sigis-mondo di Lodovico dell Alta Alemagna e Pietro di Pietro da Colonia, ne affidano la continuazione alWidenast, il quale, avviata lopera nel 1479, la finisce nel 1482. 282

Stefano Arndes,Arns, Arendes,Arnes, di Amburgo ,incola atque concivis lubicensis," stampa nel 1481. 283

Il detto Stefano Arnds, Tommaso de Girolami e Paolo Mechter stampano in società nel 1481 e 1482. 284

Note 273. Rossi, op. cit., pp. 153, 154 (nel Gior-nale delle biblioteche, 1868). Cf. per latipografia perugina, G. B. Vermiglioli, Della stampain Perugia e suoi progressi per tutto il sec. XV, . . .,(Perugia , 2» ed., 1820, 16°). Nell instrumentodel 26 aprile fu stabilito: 1) che i soci dovesserofornire tutto loccorrente; non però le lettere elinchiostro, ma le materie necessarie,come Io stagnoe la marchesita, per far questo e quelle; dar pure lacasa e fornire le spese per i due Tedeschi , per igarzoni, di cui avessero bisogno, e per uno o due cor-rettori ; 2) che i Tedeschi dovessero lavorare secondoi caratteri da loro mostrati; 3) che i guadagni fatti,tolte le spese, si dividessero per metà fra i Tedeschi ei Perugini; 4) così pure le masserizie, tranne gli stru-menti segreti, e le forme che i Tedeschi avessero;5) se nei libri fosse qualche difetto per colpa dellelettere, o dei maestri, questi rifacessero spese edinteressi ; 6) nel caso che a Perugia scoppiasse lapeste, e non vi si potesse stare, si dovesse prendereun altro luogo, fuori di essa. In quello del 20 ottobre,invece ; 1) che i libri ancora in mano degli stampatoridovessero depositarsi presso Rinaldo di Francesco,procuratore del Baglioni, il quale dovea venderli adeterminati prezzi ; 2) che il ricavato, tolte le spesee i debiti, si dividesse per metà fra i Perugini e itipografi, i quali potevano avere, intanto, per vivere,fino a 30 ducati ; 3) che dopo quattro mesi, si divi-dessero i libri non venduti; coloro ai quali fosserotoccati non poteano venderli a meno del prezzostabilito, sotto pena di 50 ducati, per volta. I Peruginipromettevano di andare a venderli a Roma ,Siena, Napoli, Bologna, Padova, Pavia, Ferrara , edaltrove.

274. Rossi, p. 155. Fra i patti è che i maestri nonsoffrano alcun ritardo nel fornimento delle coseoccorrenti, che i famigli si paghino ogni mese, checirca 1 olio e la vernice nera, i maestri possano spen-dere senza render ragione, giurando però di farlofedelmente; che uno o due dei soci si dedichino allavendita in Perugia e fuori.

275. Rossi, p. 162. Parrebbe dovesse trattarsi diun rinnovamento con modificazioni, di quella del 28ottobre 1472, giacché si ha da un atto pubblico che il15 ottobre 1473 i tipografi presero a pigione unacasa per un anno, a conto proprio; del 15 marzo 1474è una promessa di pagamento a Pietro da Coloniaper un libro; si hanno altre notizie di pigioni pagatedagli stessi fino a tutto ottobre 1474; poi a tuttoaprile 1475.

276. Rossi, p. 170. Sarebbero i Consilia del Bene-detti padre di Filippo, stampati già a 27 di giugno1476 per la somma di 215 fiorini, oltre parecchiealtre cose occorrenti ai tipografi. Non si trovanoricordati in alcuna delle più importanti opere bib-liografiche.

277. Rossi, pp. 162, 180.

278. Rossi, p. 170.

279. Rossi, p. 170171.

280. Rossi, p. 171.

281. Rossi, p. 181.

282. Rossi, pp. 191, 192. Hain 2467 (Baldus deBartholinis, Dedotibus) lo mette fra i mancanti dindi-cazioni cronologiche e topografiche.

283. Proctor7234.

284. In un opuscolo (Della tipografia Perugina delsec. XV..., di G. B. Vermiglioli, Perugia , 1806)dell Archivio di Stato in Roma , indicatomi dal signorArchivista Gav. A. Corvisieri, a cc. XLVIII, XLIX siha, scritto da mano del nostro secolo:con lo stessocarattere dellArnds è stampato anche un opuscolo,al principio del quale si legge : - Augustini Dati, scribaesenensis, Elegantiolae incipiunt. - Ledizione è in4° senza data; in fine si legge: - Elegantiolae Au-gustini dati expliciunt-; si può mettere in dubbioche dai torchi di Arns non uscisse anche questastampa. È posseduta dal Marchese Bernabò di Fo-ligno ." La cosa è molto verisimile, giacché il Burger(p. 394) indica sette edizioni di quest operetta, tuttesenza indicazioni cronologiche, tipografiche e topo-prafiche.