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Fossi, I, p. 594 e segg. ; Panzer, IV, pp. 300, 301 ;Reichhart, p. 61.
298. Documento III. Il Finechi (p.59)cital’istru-mento, riportandone qualche frase. I patti sono:1) Che il guadagno si divida, per parti uguali, fra isoci;2)chefraDomenico, comeNiccolò, personalmen-te attendano „formationi et impressioni librorum ...cum omni diligentia et militate, que ad artem atti-neret;“ se alcuno noi faccia, si conduca chi, a suespese, lo sostituisca; 3) Bartolo debba fare che con-tinuamente lavori un torchio di Domenico ed unodi Niccolò, provveder a ciascuno di essi" de exem-plaribus librorum et foliis et mercede . . . uniuscompositoris et unius tortoris" e tutte le altre coseoccorrenti a’ detti torchi; 4) che la Società portiil nome „Bartoli, Dominici et sociorum ;“ Bartolotenga i conti, che dovranno rivedersi ogni anno nelmese di dicembre; 5) Bartolo non sia tenuto a fornirloro gettini literarum e puntelli, stagni e altri stru-menti, che hanno in abbondanza; 6) se manchiqualche libro stampato, colui che lo abbia preso,paghi il doppio alla Società, e sia tenuto il maestroper il ministro ; e ciò perchè Domenico e Niccolòsiano più diligenti nel custodirli; nè possano ven-derne, o donarne alcuno, „ad hoc, ut venditio li-brorum habeat meliorem conditionem ..." ; 7) infine della Società ciascuno dei soci sia tenuto a fareuna scritta per quanto acquisterebbe tutti i libridella detta Società, che saranno dati al maggiorofferente; 8) fra Domenico e Niccolò possano
prendere ogni mese 15 lire di fiorini piccoli, per iloro bisogni,„utliberius possint et aptius intendereanimum diete Societati ;“ 9) Bartolo potrà licenziaree mandar via i manifattori e ministri, secondo l’utiledella Società ; 10) nello stampare i libri per altri,„secundum degustationes et monstras, que prebe-buntur prò campione et exemplari, continuetur cumdiligentia opus imprimendi, ita quod nitide et recteconducatur ad finem ;“ se ne venga danno, tutto siadi quello che l’ha cagionato, ecc. Mi sembra poi danotarecheilFonzioa’19ottobredell’ annostesso aveastipulato con quella tipografia la stampa della Selvedi Stazio ; che ebbe pur con essa altri rapporti ; chene passavano anche fra lui e, Niccolò e Pietro Ceninirogatario dell’ atto di Società e figlio del famosoBernardo Cennini ; che qui i copisti, miniatori,pittori, lungi dal far guerra all’ arte nuova, si asso-ciavano coi tipografi, per render più belli i libri stam-pati. cf P. Arnauldet, Études sur Attavante et sonÉcole (Le bibliographe moderne . . ., pp. 385—398,1898).
299. Gianni di Niccolò tedesco «stampatore, a'3 di dicembre (1482) ebbe uno Libro da Compagniee due Omnis mortalium cura, et quattro Salmisti etdue De bene moriendo ; sono per pagamento d’unogittino mi vendè detto dì.“ „Mi f. dare (1 Feb. 1483)a Gianni di Niccolò tedesco stampatore due Librida compagnie . .“ ; „de’ dare (24 mag. 1483) liretre ... ; e per pegno ha lasciato ... 1 paregino suodi bronzo . . .“ (Diario cit., 103, 106, 112).
SANT’ ORSO (presso VICENZA) Leonardo Achates, di Basilea (Venezia c. 1472,
vr 7 Padova 1473, Vicenza 1474, 1476, 1480, 1482,
1489, 1490, 1491, 1497) stampa qui, per primo, circa il 1472, e poi dal 1472 stesso fino al K74.300
Maestro Giovanni de Reno, detto anche Hans vom Rin, Zuanne de Reno.(Vicenza 1475—1482, Venezia,1480), stampa qui dal 1472 al 1475.301
300. Copinger 2970. 301. Ved. Berlan, L’introduzione della stampa in Milano . . ., p. 24.
PAVIA Maestro Corrado di Paderbarne (Padova 1473?, Lovanio 1473—1496?) vi esercita l’artetipografica nel 1473, 1474.
BOLOGNA Pare che maestro Giovanni del fu Andrea Schriber, de Annuntiata, de Augusta, deAlamagna Alta, esercitasse qui l’arte nel 1473; se ciò avvenne, dovè partirsene presto,giacché lo vediamo tornare dopo cinque anni a’ dì 30 agosto 1478, forse da Ferrara, della quale città avevain moglie certa donna Verde. Stampa, quindi, dal 1478 al 1481, una volta pure per commissione del frateservita Tommaso da Bologna, Decano del Collegio teologico. V’ è sempre nel 1483, quando lascia ad unatedesca, sua serva, pellicce, vesti, perle, anelli, etc., „ob purum amorem et dilectionem, quam gessit et gerit"verso di essa.302
Enrico Dalen, da Colonia (Brescia 1473—1477, Mantova 1482, Siena 1484—1490, 1497, 1499, 1500, Lucca 1490, 1491, Nozzano 1491, Urbino 1493) arriva qui a’ dì 30 agosto di detto 1477 con l’intera famiglia, com-posta della moglie, di un figlio e due servi, e vi esercita, poi, l’arte fino al 1486, curante, una volta, Sigis-mondo de Libris.303
Giovanni di Nordlingen, il quale, secondo un recente bibliografo, sarebbe lo stesso che Giovanni Wal-beck, o Vvalbeck, o Walbeeck, di Nordlingen (Venezia 1483, Siena 1488, 1489, 1495, 1499) stampa qui nel1480, 1485, 1493.304
A’ dì 9 di novembre 1481 si stabilisce in Bologna, per esercitarvi l’arte tipografica, Leonardo di Gerardo(filius Gerardi) de Alamagna, con la moglie, una figlia e due garzoni. Fissa la sua dimora nel centro dellacittà, ove stanno la maggior parte dei librai. Nel 1486 concorre con molti parrocchiani all’ elezione del