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DEMETRIO MARZI
Maguntia,daMagonza, daMaganza,diMagonza,echefu condotto a fine il dì 12 novembre 1472, cioè 36 giorni dopoil volume del suddetto Cennini . Giovanni fece, poi, diverse edizioni, per conto proprio, nel 1486,1490, 1495,1497, molte più in società col cherico fiorentino Lorenzo de’ Morgiani, a spese, due volte, di ser Piero Pacinida Pescia, dal 1490 al 1498, per non dire di molte altre senza indicazioni cronologiche, specialmente con-cernenti Girolamo Savonarola . 294 I caratteri del Filocolo somigliano molto ai primi della celebre stam-peria, che fu fondata circa il 1474 nel monastero fiorentino di Ripoli. 295 Il 12 maggio 1447 Giovanni vendea questa, per 10 fiorini larghi, le madri della «lettera anticha (caratteri romani) colle maiuscole e sue bre-viature." Tre giorni dopo a’ 15 di maggio 1476, fa con esso una società per la stampa di libri «con pacto etforma et modo, come si contiene in un foglio scripto per le mani di Cassino; che il monastero stia al 3°dei guadagni e delle perdite, e che, da ultimo, delle masseritie ognuno pretenda le sue.“ La Società nondura oltre il 12 luglio 1477, ma concorre a rendere verisimile la supposizione di coloro, i quali credonoegli insegnasse l’arte sua in quel monastero. 296
Niccolò di Lorenzo, Nicolaus Laurentii, alemanus, diocesis Vratislaviensis (Bresslau), della Magna,maestro Niccolò, Niccolò todischo, todesco (Lendinara e Mantova 1471?) stampa per conto proprio, dal1477 al 1486, e fa pure diverse edizioni senza note cronologiche. A’ dì 10 settembre compie il Monte Santodi Dio di Antonio Bettini, con tre incisioni in rame, che sono le prime usate nei libri, e si debbono aBaccio Baldini, su disegni, per quanto pare, di Sandro Botticelli. A’ 30 di agosto 1481 dà la celebre edizionedella Divina Commedia commentata da C. Landino con finissimi intagli in legno. 297
Anche Niccolò ha stretti rapporti con la stamperia del monastero di Ripoli. A’ dì 11 novembre 1480,fra Domenico, del fu Daniele da Pistoia, Governatore del Monastero, da una parte, Bartolo del fu Domenicodi Guido, cartolaio, dall’ altra, e il noto umanista Bartolommeo Fonzio, a nome di Niccolò, «olim Laurentiide Alamannia, impressoris librorum," il quale ratificherà entro 15 giorni, dall’ altra, «mutuo consensu,inierunt, et contraxerunt inter se societatem in arte et dumtaxat quoad artem et opificium imprimendorumlibrorum, et, ut vulgariter dicitur, a gittar libri in forma,“ da quel giorno fin al successivo gennaio 1483. 298
Dal dì 23 ottobre 1482 al 24 maggio 1483 Gianni (Giovanni) di Niccolò tedesco, cioè Gianni, figliuolodel sopradetto Niccolò di Lorenzo della Magna, stampa verisimilmente, insieme col padre, ed ha, come lui,continui rapporti con la tipografia di Ripoli. 299
Gherardo d’Arlem compie una sua edizione a’ dì 9 maggio 1498.
Note per Firenze 293. Ved., per la tipo-grafia Fiorentina, oltre ilFossi cit., G. Ottino, Di Bernardo Cennini e dell’Arte della stampa in Firenze . . . ., Firenze, 1881,in 8°; il mio studio: Una questione libraria fra iGiunti ed Aldo Manuzio il Vecchio . . . ., Milano, 1896, in 8°.
294. Copinger 960.
295. Ved. circa questa tipografia: V. Fineschi,Notizie storiche sopra la stamperia di Ripoli . ..(Firenze 1781; Fossi, to. Ili, p. VI e segg.; Diariodella stamperia di Ripoli, pubblicato fino a c. 90del Manoscritto magliabbl. X, n. 143, da F. Roediger,nel periodico II Bibliofilo, an. Vili, IX, X, (1888—90); P. Bologna, La stamperia fiorentina del mo-nastero di S. Jacopo di Ripoli e le sue edizioni, nelGiornale storico della letteratura ital., to. XX, p, 349e segg.; XXI, p. 49 e segg. (1892, 93).
296. Roediger, Vili, pp. 76, 91, 92, A’ 25 maggio’76 si pagano 36 soldi «per una pietra da macinarela tinta, si comperò per le mani di G[i]ovanni tede-scho, il quale ebbe, nel giorno stesso uno staio difarina gli fecemo dare a suor Costanza. Et nonci è obbligo ad aiutarlo (dice l’Amministratore delMonastero), ma, per nostra humanità, se noi l’a-iuteremo,in fin che non si tocha denari,e scriveronellodebitore." Nell’ agosto ’77 (p.93): «Ricordo che ab-biamo facto saldo con G[i]ovanni tedescho, nostrocompagnio allo stampare libri, di tutto quello aves-simo avuto a fare insieme, e di madri da lui com-
prate, e d’essere stato con noi, e de’ libri trecento,stampamo al Particino... da compagnie, e d’orationi,e d’ogni altra cosa avessimo avuto a fare insieme,in sino a questo dì soprascripto.“A Giovanni, quandovende le madri furono promesse, e poi date, «unopaio di calze chiuse di Propigniano" (Perpignano) A’ 14 di ottobre 1482 egli ha, per mezzo del Mona-stero, inprestito«uno mezzoducatod’oro in oro sanese"lasciando in pegno «uno perugino con una Squa-druza.“ (Diario ms non pubblicato dal Roediger, c.101). Circa i rapporti di Giovanni col monastero,così, A. M.Bandini negli spogli circa il Filocolo (Cod.Marucell. B. I, 4, voi. 1° cf.): „. . . facili negotio cre-diderim operam suam... praestitisse in instruendisreligiosis illis viris . . ., qui ... in ripulano Mona-steri .... instructissimam typographiam annoMCCCCLXXIV constituere adgressi sunt ..." Èperò inesatto affermando ch’egli venne a Firenze dopocompito il Servio dal Cennini, e che di lui non si hapiù memoria fino al 1496.
297. Proctor6117,6122,6125,6127,6130. L’edizionedella Divina Commedia sembra fosse fatta in piùvolte, giacchi vi sono esemplari differenti fra loro.Nella nostra Biblioteca Nazionale Centrale se neconserva uno stupendo in pergamena, con miniaturedi Giovanni Bernardino il Vecchio, e nielli nelleborchie della legatura di Antonio Del Poliamolo.È proprio quello che dal Landino stesso fu pre-sentato alla Signoria, come gentilmente mi asse-risce il signor Bibliotecario comm. B. Podestà. Ved.