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DEMETRIO MARZI
dal documento IV, dalla lettera cioè in tedesco del1500, nella quale il tipografo si sottoscrive „HinricusDalen de Colonia." Dalenè un piccolo comune del-l’Olanda ; da esso, dunque, egli, che vediamo in conti-nui rapporti con l’olandese Enrico d’Arlem, o la suafamiglia, dovè essere oriundo; da esso, secondol’uso di molti tedeschi d’allora, prendere il nome;esiste, anzi, un opuscolo (Hain 4657) compilato „per. .. venerabilem . . . virum Michaelem de Dalen ...in iure canonico licenciatum .... inque venerabiliCuria coloniensi causarum advocatum peritissimo,"e stampato a Colonia nel 1476. La lettera fu pubbli-cata da U. Billi e F. Berti, per nozze Morichelli-Temperini (Siena, 1899); ma l’opuscolo in soli 100exemplari, fuori di commercio, non si trova in alcunabiblioteca governativa, e, siccome ha un’ importanzanotevole, anche per altre ragioni, di cui vedremo,lo ripubblico, per merito del mio carissimo amico ecollega Prof. Casanova, il quale me lo indicò, efece per me altre ricerche circa la tipografia senese.
335. Non saprei dire se questi tre soci di Enricosiano gli stessi che appaiono nell’ edizione del luglio.Furono essi, però (messer Lorenzo Cannucciari,messer Jacomo Del Germonia, e messer Luca diNiccolò d’Antonio di Neri), che nel maggio del 1484esposero ai Priori e Governatori del Comune diavere, non con poca spesa, condotta in Siena latipografia „etcomminciato a lavorare, con grande per-fezione," chiedendo, e il giorno 11 ottenendo, esenzi-one, sotto certe condizioni, del dazio perla carta occor-rente loro. (Vedila pubblicataintegralmentedalBanchiII, 116 Cf. C. Mazzi nell’ opusc. cit. circa le cartieredi Colle, a pp. 182,183, il quale riporta qualche fraseda una nuova edizione fatta nel 1495 a Siena, paresenza conoscere le precedente). Ciò non esclude,come sembra pensi il Banchi, si facesse avantiqualche edizione; chè i tipografi, anzi, usavanochieder privilegi dopo avere stampato qualche cosache potessero presentare ai Governatori come saggiodell’ opera loro. Non sappiano se del tempo stessosia una domanda che pare facessero i copiatori eminiatori di codici al Comune contro l’introduzionedella stampa (Banchi, 1. cit.)
336. Nell’edizione del 1499 (Copinger 2603) è dettoEnricus Coloniensis, nel 1500 dà le Lettere e leorazioni di Bindino Tommasi (Bandii, III, 164).L’edizione fu indicata da D. Moreni nelle Giunte eCorrezioni alla Bibliografia della Toscana: il volumeriesaminato dal Banchi. Debbo poi aggiungere che,secondo i sigg. Billi e Berti (op. cit., p. 24) esisterebbepure un’ edizione (F. Giocchi, De emptione et ven-ditione) fatta in Siena dal Dalen nei 1483.
337. Banchi, III, 163. Anche qui l’ed.Hain 12844 as-segnata al 15 gennaio 1488 è del giorno stesso 1489;lo stesso errore è nel Burger e nel Reichhart. Nonso, poi, le ragioni, per cui l’ed. Hain 15825(8 maggio1490) di E. d’Arlem, s’assegni dal Proctor 7284 aE. d’Arlem e G. Walbeck.
338. Banchi, III, 164. Nel 1484 si trova in Heidel-berg un Sigismondo diBitz, della diogesi di Vorms,e nel 1460 un Sigismondo Rot, di Kempten, inBasilea. Parrebbe il 1° piuttosto che il 2° nome con-venisse al nostro tipografo (Steiff, p. 257).
339. Banchi, II, 5.
340. Banchi, III, 164. Ottime sono le ragioni ad-dotte dal Banchi per dimostrare che il socio delWalbeck è Enrico Dalen, non, come alcuno suppose,Enrico d’Arlem. Esse sono avvalorate dalla letterache il Dalen scrisse da Roma nel 1500, e più ancoradall’ edizione sopra citata Copinger 2603. Eglistampa, ed ha interessi a Siena nel 1491, 1499,1500; la moglie sua vi stampa pure nel 1506; si diceHenricus Coloniensis nel 1499; il d’Arlem eramorto nel 1496; come non escludere questo asso-lutamente, e dar quello per certo ? Che si chiamasseHenricus alamanicus nel 1500 non è inverosimile,come sembra creda il Banchi, ma corrisponde al-l’uso allora seguito da quei tipografi; nè si può pen-sare ad un terzo tipografo tedesco di nome Enrico.
341 .Pare vi lasciasse a stamparela moglieAntonina,giacché in un libro del Pollastrino su S. Caterinada Siena, stampato nel 1505, si ha: «Impresso inSiena per donna Antonina di maestro Enrigh (sic)da Colognia et Andrea Piasentino .. .“ (Billi e Berticitt., p. 24).
PIACENZA Jacopo de Tyela, almanus, compie un’ edizione a’ dì 5 settembre 1483.
UDINE Gerardo di Leye (ved. Cividale del Friuli) porta qui pure l’arte tipografica, e vi stampa dal1483 al 1485.342
342. Proctor 7311.
CASAL MAGGIORE 1 fratelli Soncinati, o meglio, Israel Nathan Soncino e Soci, fini-scono qui nell’ anno 1486 un’ edizione cominciata a Soncino. 34 3
343. De Rossi, Annales . . ., p. 46 e segg.
VERONA Paolo Fridensperger, nato a Passau, stampa qui nel 1486 e 1487.
PESCIA Sigismondo Rodt (Siena 1489, 1490) nel 1488 stampa, in parte a spese diJL. R. de Orlandis,in Pescia, allora sede d’importanti cartiere, appartenenti a quella famiglia de’ Turini, cheebbe tanta importanza in Valdinievole ed altrove, sotto i papi medicei Leone X e Clemente VII. 344
344. I caratteri del Rodt appaiono pure in varie edizioni fatte a Pescia senza note tipografiche nel1489 e 1492 (Proctor 7318—7321).
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