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egli morì l’anno 1514,-un monumento, con un’iscrizione, in cui gli si dà il vanto d’aver proprio introdotta inRoma l’arte tipografica ; ma dalla cose suesposte mi par manifesto non potesse essere se non qualche operaiotipografo delle prime officinea a Subiaco , o a Roma. Il Bernard crede possa qui essere stato nel ’67 coiprimi due tipografi; aver poi stampato da solo, esser quindi tornato in patria.36 Al Laire, poi, sembra37
possano riguardar lui le note parole dell’ ultima edizione di Subiaco -^^-(„Gratias omnipotenti Deo
A Laudenbachio“). È da dire, finalmente, che nelle Lucubrationes Tiburtinae di Sisto IV, uscite in Roma il dì 5 dicembre ’77, è usato un carattere romano, che sembra identico al secondo dello S. e P.38
Non piu tardi del 1467 giunse a Roma, pare chiamato dal Torquemada stesso, un altro tedesco , Udal-rico Han, o Hahn, detto anche Udalricus Gallus, UdalricusBarbatus, dalngolstadt, cittadino di Vienna , ilquale forse in patria avea fatto l’orefice o il fabbricante di carte da giuoco.39 La Cronica dei Pontefici,stampata nel ’74, a Roma , da Giovan Filippo de Lignamine, e da lui stesso presentata al Pontefice, cosi dicesotto l’anno 1465: 40 „C. S. ac A. P., Udalricus Gallus, parte ex alia, theutones, librarii insignes, Romamve-nienses, primi imprimendorum librorum artem in Italiani introduxere, trecentes (sic) cartas per diem im-primentes." Quel racconto, pubblicato da un dotto contemporaneo, ha un’autorità considerevole; pursembra ad alcuni ch’esso sia inesatto, affermando che lo S., il P. e Udalrico giungessero insieme, e primistampassero a Roma, mentre è noto che quelli cominciarono l’arte a Subiaco. Se si consideri, però, lapiccola terra del territorio romanojjquasi parte di Roma stessa, ci accorgeremo che quel passo, fino ad uncerto punto, merita fede. Non si può, per esso, togliere allo S. e al P. il vanto, per troppe ragioni loro spettante,d’aver primi introdotto la stampa in Italia, bensì riportare un po’ più addietro del ’67 la venuta in Roma diUdalrico, al tempo stesso, in cui quelli pensarono a trasferirvi l’officina, fors’anche un po’ prima. Del resto,come un tempo notevole dovè richiedere rimpianto della tipografia nel palazzo de’ Massimi, non menolaboriosi doverono essere i preparativi di Udalrico, il quale, subito dopo il Cicerone del ’67, dava 1’ edizioneprincipe delle Meditazioni del Torquemada, con 34 figure xilografiche, le prime usate fra noi per libri a stampa,„. .. depicte ... in ecclesie ambitu Sancte Marie de Minerva, Rome . .., finite anno Domini millesimoquadringentesimo sexagesimo septimo, die ultima mensis decembris." Il nostro tipografo, molto negligentenell’apporre le date, ci lascia qualche dubbio circa lo stile seguito in questo computo. Sembra, manifestamente,quello della Circoncisione; se poi fosse l’altro della Natività, dovremmo riportar l’edizione al 31 dicembre’66; trionferebbero così le supposizioni di parecchi bibliografi, ch’egli, prima degli altri due, si stabilissein Roma, forse circa il tempo, in cui essi si recarono a Subiaco. Comunque sia, dopo le Meditazionicontinuò Udalrico, dapprima lentamente, poi con grande alacrità, l’arte sua. Ne restano 20 edizioni condata certa, dal ’68 al ’78, una del ’7071, 5 intorno al ’70, 2 circa il ’72, 29 alle quali non si è potuto assegnarela data. 41 Dapprimo egli pure preferisce classici latini e opere dotte; Cicerone, Plutarco, Livio, la HistoriaHispalensis; 42 poi si da quasi esclusivamente ad opere d’utilità pratica, a libri di teologia, diritto civile ecanonico, uffizi, messali, collezioni di Decretali, e simili.
Circa i caratteri e l’apparato tipografico di U. Hahn, esso è molto più ricco e complesso che non quellodei predetti stampatori. Otte tipi diversi distingue il Proctor; gotici larghi e gotici medi, semi-romani,piccoli, tre specie di romani larghi, romani piccoli ; tipi cioè adattati a tutti i gusti, a rendere fedelmentemanoscritti antichi e moderni, italiani e stranieri. In generale, poi, la loro forma è bella; l’impressione èaccurata; il nome di alcuni fra essi, dice il Bernard, è giunto fino ai moderni tipografi.
Qualche edizione fu fatta da Udalrico a spese di altri. Cosi ai 18 di novembre ’73 dette alla luce un’ operadi Antonio de Butrio, per commissione del mercante lucchese Simone di Niccolò Cardella ; diè anzimentre continuava l’arte per conto proprio, ebbe, dal ’71 al ’74, con costui, per certe edizioni, una societàindustriale, nella quale egli solo, però, sembra il tipografo, l’altro piuttosto il fornitore delle somme occor-renti. Diciassette edizioni conosciamo di questa società, alcuna delle quali „fatta in domo de Tagliacoxis.“ 4 3
In diverse sue edizioni del ’70 e ’71 apparisce, come correttore, il dotto vescovo di Teramo, GiovanniAntonio Campano, il quale curò pure, circa lo stesso tempo, alcune edizioni del ricordato Giovan Filippode Lignamine; 44 ci è ignoto, invece, se, come alcuni vogliono, curasse pure altre edizioni di Udalrico;fatto è che, già nel ’71, troviamo correttore di quella, che è ritenuta edizione principe del Tortelli, il Geno-vese Adamo da Montalto; in seguito sono correttori Giov. Batt a de Lancis, il Vescovo d’Aleria, Angelo Sanida Cure detto Angelo, Gneo Sabino, poeta laureato, Carlo degli Alessandri, perugino, i frati del conventodi Aracoeli, G. F. de Lignamine stesso e Cristoforo Persona. 4 ^ Curiose sono alcune soscrizioni ed epi-grammi ai suoi volumi. Talvolta si ha semplicemente: «finiti et continuati sunt. . . Rome , per me U. H-