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DEMETRIO MARZI
vedremo, stampatore a Trevi, e nel ’71 erasi già stabilito a Roma. Dal ’74 al ’76 mise fuori in Roma setteedizioni, fra cui i Problemata di Aristotile; vi dette pure, circa lo stesso tempo, quattro edizioni senza data,e negli stessi anni fece, anche col cherico della diocesi di Liegi, Paolo Leenen, altre tre edizioni.’ 4 Pareal Laire che i caratteri di Reinaldo (Reinhard), alcuni romani, altri tendenti al gotico, fossero piuttostobrutti ed informi.
A’dì tre dicembre 1473 usci la prima edizione, con data certa e a noi nota, di maestro Giovanni Gens-berg „adiuvante U. J. doctore domino Johanne Aloisio Tuscano, de Mediolano, advocato consistoriali,"quel Giovanni cioè che vedemmo correttore di antecedenti tipografi. Il G. usò caratteri romani, chesomigliano moltissimo a quelli dello Schurener ; e, un po’ per questo, un po’ perchè il nostro tipografo fuoltremodo negligente nell’ apporre le date, regna incertezza su molte edizioni, che non si sa se gli sidebbano attribuire. 75 Di assegnate a lui con data sicura non se ne hanno che sei del 1473 e ’74 78 ; 16son quelle senza data o note tipografiche. 77
Giovanni Schurener, o Scheurener, de Bopardia (Boppard), usò quattro specie di tipi; il primo e se-condo romani, il terzo e il quarto pure romani piccoli. È il primo specialmente che porta confusione nellesue edizioni, giacché l’ebbe in comune, come si vide, col Gensberg. Ciò posto, 20 sono le edizioni chegli assegna L. Hain ; una circa il ’74, quattro del ’75, due del ’76, le altre senza note tipografiche; da questedobbiamo torglierne due, che si attribuiscono pure al Gensberg, aggiungerne, invece, nove che andavanofra le mancanti di nota, 78 e altre nove indicate dal Proctor. 70 Queste opere sono di svariata natura; EneaSilvio e S. Tommaso, Modesto e Plinio, Seneca e il Poggio, il Torquemada e S. Antonino, Sesto Rufo eFalaride, Svetonio e Tacito , libri di tasse cancelleresche o di feste ecclesiastiche, teologici, giuridici, storici;discorsi e lettere, sermoni religiosi ed opere del Boccaccio , vi sono rappresentate. Non stampò sempresolo, chè a’dì 25 novembre ’74 pubblicò un formulario notarile, e ai 10 gennaio ’75 la Historia Bohemicadi Enea Silvio , insieme con Giovanni di Niccolò de Hahnheim. Troviamo diversi che prepongono indirizzie lettere alle sue edizioni, e fra gli altri il fiorentino Luca Antonio Fortunato; ma non sappiamo se com-prender questo nel numero dei correttori.
Anteriore di poco a quella tra Giavonni e Niccolò è un’ altra società tipografico-editrice fra i chericitedeschi Giorgio Sachsel di Reichenhall e Bartolommeo Golsch di Hohenbart, frutto della quale furononel ’74 quattro edizioni 80 e altrettante' poi senza note tipografiche. Il loro carattere s’avvicina molto aduno dei tipi usati dal de Lignamine; dettero solo opere letterarie, ed ebbero due correttori, il noto A. Sanie A. tifernate.
Apprendiamo da una lettera di Giovanni Guarino Capranicensis, diretta a Vito Piicher, e premessaal Digestum Novum, uscito il dì 30 marzo ’76 apud S. Marcum, che Vito fu stampatore di esso, non chedel Digestum Infortiatum, uscito a ’13 d’aprile ’75. 81 Due altre edizioni, poi, del ’76 e ’78 gli vengonoassegnate, forse perchè vider la luce esse pure apud S. Marcum ; 82 e, siccome sue e di Simone Cardellasarebbero quelle uscite dalla detta stamperia, 88 giustamente il Proctor gliene attribuisce parecchie altre,che, unite con quelle, tutte insieme, giungono a 13. 84 A’ dì 16 gennaio 1482 Vito Piicher, clericus frisin-gensis diocesis e rettore d’una chiesa parrochiale nella diogesi di Passau, apparteneva, in Roma , alla notacongregazione tedesca di S. M. dell’ Anima. 85
Tre sono i caratteri del Piicher; il primo romano, il secondo gotico medio, il terzo gotico largo; tuttieguali, o similissimi, ai tipi usati a Napoli da Sisto Riessinger.
Negli anni 1478—79 troviamo fra gli stampatori romani Giovanni Bremer, alias Bulle, che nel ’78 detteun Formulario per i procuratori della Curia romana e quattro stampe di poco conto nel ’79. 86 Glieseneattribuiscono pure altre sei senza data, fra cui una Oratio ad Lucenses di Cola Montano , e due opere delPoliziano , in qualcuna di esse apparisce il nome di G. F. de Pavinis, che non sappiamo se vi esercitassel’ufficio di correttore. Egli ha diversi caratteri, alcuni dei quali, gotici larghi, presentano molte analogiecon quelli dello Schurener e del Piicher. Ma coloro che, per gli ultimi venti anni del secolo, meglio-rappresentano la tipografia romana, sono Stefano Plannck ed Eucario Silber , autori d’innumerevoli edizionid’ogni specie, stampatori instancabili per conto proprio, per i privati, per le pubbliche amministrazioni,veri grandi tipografi ed editori del tempo.
Il nome dell’ inclito, onorevole, discreto, espertissimo maestro, come talvolta è detto, 87 Stefano Plannck,della diocesi di Passau , di rado apparisce nelle innumerevoli sue edizioni, che, per lo più, sono senza notetipografiche. La più antica di quelle alle quali s’è assegnata la data, il Compendium che delle Eleganzedel Valla fece Bonus Accursius, è del ’79—80, e fu stampato „in domo quondam magistri Udalrici Galli