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DEMETRIO MARZI
qui fidissime impressit, che usò lettere venete, che stampò arte magistra ; e finalmente: „dignus es, Eucharimemorent te sepe Camene." 111 Fece edizioni a spese del principe Giorgio, conte palatino del Renosuperiore e duca di Baviera, „cura fratris Bolfangi Sandiziller," a spese e per cura del milanese MicheleFerni, detto l’Arcipoeta 112 e quel che è più curioso, di E. Silber , cioè di sè stesso ;> 13 il che farebbe supporreche in gran parte i libri gli venissero ordinati da altri. Numerosi furono i suoi correttori; Benedetto diJacopo Saliceti circa il ’75, Gentile Pindaro Sintesio nel ’480, Volfango citato, che fece pure, in qualche caso,le spese, Pomponio Leto nel ’90, Paolo Alessandro Sulpiziano, Lodovico Regius, Ermolao Barbaro , Aliandrode Cosco, Giovanni Morrus, tifernate, Michele Ferni suddetto, Giovanni Sulpizio Verulano, Garcia Bova-dilla, Giovanni Valesio , Bartolommeo Saliceti, Giovanni Biffi, milanese, Martino Filetico e Ferdinando deSalazar. 114 Tutti questi nomi accennano, senza dubbio, ad una maggiore importanza letteraria e scientifica,a correttezza maggiore dei libri da lui pubblicati. Infatti, per non parlare delle molte solite pubblicazionidi circostanza, e di quelle concernenti solo la vita pratica, oltre la celebre ricordata lettera del Colombo,della quale qualche bibliografo vorrebbe assegnare al Silber, invece che al Plannck, l’edizione principe, 115uscirono dalla officina di Campo di Fiori le Favole d’Esopo, Enea Silvio, Eliano, Frontino, Lucano , Plinio,Properzio, Sesto Rufo, il Poggio, Teocrito, Alberto Magno, Cesare, Vegezio, Modesto, Ovidio, Aristotile ,Claudiano, S. Girolamo, Giuliano Dati, Seneca, Terenzio, Sallustio, S. Tommaso, Columella, Manilio ,Vegezio, Modesto, Marcello, Boezio, Annio da Viterbo , ed altri. 116
Importante e notevolissimo è pure l’apparato tipografico del Silber. Usò una prima specie di caratterigotici stretti, da lui detti lettere venete, che hanno molte analogie co’ caratteri di Venezia, Bologna, Firenze ,Lione ; gli altri romani pure stretti; una terza, che vediamo promiscuamente in edizioni sue e di G.Herolt. 117 Il quarto carattere è romano largo per il testo, il quinto gotico largo medio, pure usato daquel tipografo e pure per il testo; il settimo gotico stretto per il testo e uguale al nono del Plannk, l’ottavoromano stretto; così il decimo, il nono gotico stretto, l’undecimo gotico largo, il tredicesimo gotico minutomentre il dodicesimo è uguale al quarto gotico stretto per il testo del Besicken.
Non sembra inverisimile che potesse aver rapporti, fors’anche di parentela, col Silber un certo JohannesFrancigena, cioè Giovanni Franck, della Franconia, forse suo compaesano, che a’dì 20 dicembre 1481«opera generalis Procuratoris Ord. Canon. Regular. Lateranens. Congregationis d. Constantii et d. Philippiparmensis socii sui," stampò il libro di Eusebio Corrado, De dignitate Canonicorum Regularium. 118 V’ èanzi chi identifica Giovanni con Eucario , perchè «idem sonat Johannes hebraice quodEuchariusgraece." 116
Cinque edizioni intorno al ’481, e due senza note tipografiche, si attribuiscano a Giorgio Herolt; inoltredue del tempo stesso, che vanno sotto il nome di Giorgio teutonico; se ne aggiungano 20 fra il ’480 eil ’483, che fin qui erano ignote ai bibliografi, o si mettevano fra le mancanti di nota. 126 Fece pure, insiemecol Riessinger , oriundo, come il Guldinbeck, diSultz, 121 un’ edizione nel ’482, e due altre senza notetipografiche, ma circa il tempo stesso. 122 Troviamo suo correttore il ricordato Cristoforo Persona, e talepuò sembrar pure il romano Mariano de Cuccinis. 123 Usò quattro specie di tipi; il primo dei quali,romano, per il testo, è uguale al terzo del Silber; il secondo piccolo gotico, simile al primo, della casadei Cinquini, il terzo, pure romano, ma diverso dal primo, il quarto gotico per il testo, uguale al sesto del Silber.
I bibliografi indicano tre edizioni fatte in Roma da uno stampatore tedesco di Gengenbach , la prima dellequali circa il ’74, l’altra del 12 dicembre ’82, la terza senza nota d’anno, ma del sec XV. Sono: «TerentiusApher . . . per A(ngelum) Sabinum poetam emendatior factus . . . Terentii . . . Comedie finiunt per . . - 124Maffeus, De Laudibus pacis;" «Baldus, Repertorium super Speculo Durantis." 123 Ma, mentre il Brunetattribuisce la prima a Giovanni d’Ugo di Gengenbach , il Panzer la dice fatta co’ tipi del Lauer. Allo stessoGiovanni assegna la terza L. Hain, ma dà la seconda ad Ugo di Gengenbach. Il Proctor mette nella listadei tipografi romani Giovanni suddetto, ma dimentica poi di registrarlo a suo posto, nel volume. Si ha,quindi, una gran confusione, che riesce impossibile toglier del tutto. Sembra, però, verisimile con GiovanniHugonis di G. e con la data 12 dicembre ’82, si accenni dal Proctor alla 2“ edizione che L. Hain attribuiscead Hugo di G; che Giovanni amasse talvolta di sottoscriversi Hugo; oppure che si abbiano veramentedue tipografi, forse padre e figlio, i quali mettessero, rispettivamente, il nome alle loro edizioni.
Di un altro tedesco, che stampò a Roma nel’ 482, abbiamo qualche notizia, ma non si sa quanto vi stesse,nè quali opere desse alla luce ; dopo il ’95 apparisce stampatore in Germania . Egli è Giovanni Schònberger,o Schònberg, di Ruitlingen (Reutlingen ) in diocesi di Costanza, così scrive Benedictus Maffeus, correttoredell’ unica sua stampa a noi nota: „B. M., maioris Praesidentiae abbreviator apostolicus, Johanni Schoem-berger, de Ruitlingen, constansiensis diocesis, librorum impressori, in Urbe commoranti, salutem dicit."