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Festschrift zum fünfhundertjährigen Geburtstage von Johann Gutenberg / im Auftr. d. Stadt Mainz hrsg. von Otto Hartwig
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DEMETRIO MARZI

Parecchi i correttori; Jacopo Conter, Tommaso monaco benedettino, Gabriele Brunus, minorità, Barto-Iommeo Altan, de Nusia, Giovanni Hispalensis, il ricordato Santritter, Jacopo da Gittà di Castello; perle opere astronomiche e matematiche, Giovanni Engel, di Aichach in Baviera , chera appunto fra i primiastronomi e matematici del tempo. 191

Circa i suoi caratteri, sono svariati e numerosi, giacché giungono a sedici. Sebbene non ne manchinoromani, prevalgono i tedeschizzanti e i gotici dogni specie. Alcune sue edizioni hanno importanza grande,e divennero meritamente famose, chè in certi casi, egli pure fu inventore e innovatore. Così dette ilFasciculus tempoporum del certosino Werner Rolenvvick, con alcune vedute di città ed edifizi, fra cui ilpalazzo ducale; e nel Poeticon Astronomicon dIgino apparvero le prime, forse, per 1 Italia , figurepolicrome; dette pure ledizione principe degli Elementi dEuclide; e più notevole ancora è il volumein 4° piccolo, contenente le opere del fiorentino Jacopo Publicio Oratoriae Artis Epitomata. Egli, infine, èconsiderato come liniziatore degli ornamenti nei libri. 192

Sè detto come, fin dal 1476, Erardo stampasse a Venezia, mentre le sue proprie edizioni con data certanon risalgono oltre il 1478. In quei primi anni, egli esercitò larte in società con due suoi connazionali,Bernardo Pictor, o Maler, e Pietro Lòslein, di Langenzen, in Baviera , il quale pare avesse lufficio di cor-rettore. Fece con essi dieci edizioni, una delle quali a spese di Niccolò da Francoforte , diverse con belleiniziali fiorite, ornamenti e fregi nei contorni, figure matematiche, sottilmente intagliate, disegni di grangusto e finezza. 192 Ci resta pure un edizione del78 fatta da lui e da Bernardo senza il Lòslein, e devesiaggiungere come anche il Maler, esercitò, alla sua volta, per conto proprio, larte tipografica. Non sihanno, però, notizie che circa due sue edizioni del 1475 e78 e circa una terza del77 attribuita a GerardoPictore, che però sembra sia egli stesso. 194

Prima del Ratdolt, nel 1474, apparisce fra i tipografi Reginardus, o Raynaldus, o Reynaldus, de Novi-magio (Nimega) , detto anche Renaldus Noviomagius, theutonicus, ex Germania ortumducens; ma dopo lui,solo nel77, esercita assiduamente larte prima con altri, poi da solo. Il primo suo socio fu Theodorus, o Theo-doricus de Reynsburch, o Reinsburch (Regensburg) , col quale fece nel 77 e78 quattro edizioni; stampò,quindi, per conto proprio, dal79 al96, dando 28 edizioni, oltre quattro senza note cronologiche; 199 e ab-biamo già visto delle due società, che, insieme con la moglie, donna Paola da Messina, ebbe con Giovannida Colonia e con altri.

Fra i libri pubblicati da Renaldo, e con la sua cooperazione, troviamo anche classici italiani e latini, edopere dotte ; fra i correttori Girolamo Squarciafico, Bartolommeo da Crema, Francesco de Benzonibus,pure di Crema, Francesco Filelfo, Mariotto da Pistoia.

Di poco posteriore a quella di Eraldo e Rinaldo è lofficina di Leonardo Wild, detto anche, pare, Leonardodel fu ser Girardo da Ratisbona. Egli stampa nel 1478,80,81,89,94,99, facendo, in tutto, 12 edizioni,alcune delle quali nel78,80, e81, a spese di Tommaso da Treviso, aromatario, e di Niccolò da Francoforte; 19 ®ebbe sei specie di tipi, tutti gotici. Furono suoi correttori Pietro Albignano Trecius e Lodovico Pusterlammantovano.

Un dei più riputati tipografiche stampa caractere iucundissimo, che, per larte e lingegno, ceteros supe-reminet omnes, 197 è Giovanni Herbort, di Seligenstat, o Siligenstat, Selgenstat, Sillighenstat, Silgenstat,(Selgenstadt), detto anche Magnus, Grandis, Johannes Theutonicus, Alamanus. Tipografo a Padova dal1475 al 1480, poi socio, come vedemmo, a Venezia, del Renner nello stesso anno 1480, di Giovanni da Co-lonia e di altri nel480 e81, stampò pure, per conto proprio, da quest anno fino al484, quando morì.Ventotto sono le edizioni sue proprie, comprese parecchie da lui fatte per Giovanni suddetto ed altre che,sebbene portino il nome di lui, furono condotte a fine dopo la sua morte, nel485; Perlo più opere duti-lità pratica, duso quotidiano e scolastico; qualcuna scientifica. 19 ® Dun solo suo correttore trovo ricordo,il genovese Francesco de Monelia; e rispetto ai tipi, nusò non meno di 12, due dei quali portati da Padova .Nell ultimo anno della vita pare avesse con laltro tipografo Bernardino Stagnino, da Trino, una società,della quale, però, non cè pervenuta che una sola edizione. Morendo a 8 di ottobre, lasciava un fratelloPietro Lungo (?), una sorella Guda, e tre nipoti, Giovanni di Lodovico Herbort, Giovanni del fu Alete deSabocth, e un altro Giovanni. Nel testamento di quattro giorni anteriore, conferma le disposizioni dunaltro testamento già fatto o Padova , in favore di donna Elisabetta, moglie del suddetto Bernardino Stag-nino, e di questo stesso, alquale legaduas matres justatas literarum earum, silicet quos ipse testatorhabet, et forma pertinentes ad dictas duas matres, ad stampandum ; illas, silicet, matres et formas, quasipse Bernardinus voluerit et sibi placebunt." Troviamo fra gli esecutori delle sue volontà il fratello sud-