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detto, abitante a Selgenstat e Niccolò da Francoforte , fra i testimoni il già ricordato Pietro Ugemer (Ug-leimer), mercante di libri.' 99
Si è dubitato a lungo se Niccolò predetto, il quale più comunemente ci apparisce come libraio, mercantedi libri, editore, a sue spese, di numerose opere, fosse egli pure tipografo. Che proprio di persona eser-citasse quell’ arte, o anche vigilasse da sè stesso gli operai e dirigesse il lavoro, non si potrebbe veramenteaffermare; ma un’ officina sua, o che almeno agisse per conto di lui, l’ebbe certamente. Dal 1481, infatti, al1485, nel ’487 e ’89 dà non meno di 15 edizioni, nelle quali si afferma più volte che vennero fatte „per Nico-laum de Franckfordia," arte et impensis Nicolai de Franckfordia. 200 Qui non dico delle tante, che furono fatte,a sue spese, dal Renner, do Loatelli, dal Wild ; da G. E. da Spira, dal Pictor, Ratdolt e Lòslein, da G. Hertzog,G. Hamman. Sono, per la massima parte, breviari e messali, diurnali, la Bibbia, la Somma Angelica del Cla-vasio, il Quaresimale del Carcano; tutti volumi di grande importanza pratica, destinati a larga pubblicità,in un numero di esemplari, per quel tempo, considerevole. 20 ' Sette sono i tipi suoi proprj uno dei qualigotico largo uguale al terzo del Renner, un secondo gotico medio, gli altri gotici stretti.
Nel 1482 esercita l’arte Ermanno Lichtenstein, o Liechtensteim, Lichtenster, Levilapis, o anche Her-mannus Coloniensis, di Colonia, già tipografo a Vicenza, nel ’75, ’76, ’78, ’79, ’80, a Treviso nel ’77. Stampònel detto anno, in società con Giovanni Hamman da Spira, del quale vedremo, la Catena Aurea di S. Tom-maso; poi, a conto proprio, nel ’483, ’84, dal ’486 al ’488, nel ’90, ’94 fece altre 17 edizioni di opere dotte,
0 scolastiche, giuridiche, filosofiche, teologiche, anche di classici, con varie specie di tipi, alcuni dei qualida N. Jenson e da G. da Colonia, in Società con G. Manthen. Furono suoi correttori fra Francesco Argi-lagues, di Valenza, e il patrizio veneto Antonio Pizamanus, dottore in sacra teologia. Fece testamento il26 giugno del ’94, eleggendo esecutori Niccolò da Francoforte ed il proprio nipote Pietro Lichtenstein, las-ciando un legato a Giovanni, che abitava con Giovanni Hertzog, 500 ducati al nipote Severino, che abitavaseco, le case dotali in Padova alla moglie Maddalena di Giovanni Tremigna; escludendo, delle masserizieche gli sarebbero state trovate, „ordigna spectantia ad stampandum." 204 Era morto a’ 3 di settembre 1494,giacché in quel giorno i suoi esecutori testamentarj, fra cui il nipote Pietro, ed eredi, «espongono quod,cum in humanis esset quondam Hermannus, patruuis, maxima diligentia, studio et impensa corrigi etemendari fecisset opus nominatum Speculum Vincentii in Sacra Scriptura, animo imprimendi opus illud ...,et iam dedisset principium impressioni, preventus morte . . .“ non avea a potuto continuare; chiedono,perciò, il privilegio decennale, che ottengono due giorni dopo. Pure lo Speculum predetto esce, col suonome, nel ’94; ed un’ altra edizione, col solo suo nome, ci fu pure nel ’97. 205 Pietro Lichtenstein, nipote esuccessore nell’ officina di Ermanno, pare stampasse nel 1496; fece, poi, le spese ad una edizione del predettoHamman nel ’97, ad un’ altra di Jacopo de Pentiis, nel ’99; due ne dette, per conto proprio, nel ’98, 206 ' fracui le Ephemerides di G. Muller detto Regiomontano, e continuò, poi, l’arte fino al 1523. 207
Giovanni Lucilio Santritter, anche Sancticter, di Hailbronn, Helbronnensis, germanus, che abbiamo vistocorrettore e socio di varj tipografi, esercitò pure, per conto proprio, l’arte nuova. Dette, infatti, quattro opereastronomiche nel 1482,’83, ’85, ’89, cioè tre edizioni del Calendarium del Regiomontano , e la Summa astrologieiudicialis dell’ Eschuid; questa «opera et cura diligenti, qua fieri potuit, J. L. S. . ., impensis quoque nonminimis generosi viri Francisci Bolani, eloquentissimi ohm Candiani patritij veneti.“ 208 Nel’488 fece, poi,in società col veneto Girolamo de Sanctis, due edizioni, una delle quali a spese del citato F. Bolani, una terzacon lo stesso, a spese di Pietro Benzon e di Pietro Cremonese. 20811 Ebbe 8 diverse specie di tipi; due goticiper il testo, un 3° gotico largo, il 4° e 5° romani stretti, il 7° ed 8° stretti gotici.
Giovanni de Rheno cioè del Reno, o del Reno, stampò in Vicenza dal 1473 al ’482; ma, secondo diversiautori, 209 avrebbe dato pure a Venezia il dì 11 maggio del detto anno 1482, in caratteri romani, la Far-saglia di Lucano.
Giovanni di Nòrdlingen, tipografo a Bologna nel 1480, e, insieme con Enrico d’Arlem, nel ’482, fa quiun’ edizione a’ 25 di aprile 1483, in società con lo stesso, che poi vedremo stampatore a Bologna nel 1484,’85, ’87, ’98, a Siena dal ’488 al ’95 e nel ’98. Usano due tipi, l’uno e l’altro romano, per il testo e per ilcommento. 2 ' 0
Nel 1483 si hanne due edizioni fatte da Andrea Catharensis de Paltascichis, in società con Giovannida Liegi, che non sappiamo, però, se sia da considerarsi come stampatore tedesco . 21 ' Lo stesso si dica di An-drea, Corvo, o Corbo, Burciensis, e di Martino Burciensis, l’uno di Cronstadt , l’altro forse di Zegedin,
1 quali, insieme con Corrado Stachel, o Stahel, di Blaunbeurn, tipografo a Passau nel ’482, e a Brunn, oveè detto stampatore veneto , nel 1491, dettero il Breviarum Olomucense, in caratteri gotici, a’dì 28 settembre