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Festschrift zum fünfhundertjährigen Geburtstage von Johann Gutenberg / im Auftr. d. Stadt Mainz hrsg. von Otto Hartwig
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DEMETRIO MARZI

del 1484. 212 Assai strano ci apparisce che Antonio Koburger, o Coburger, Koberger, Coberger il qualedal 1473 alla fine del secolo esercitò assiduamente in Niirnberg larte tipografica, desse pure a Venezianel 1484 un edizione in due volumi della Bibbia Latina. Pure il fatto è certo, giacché un esemplare diessa giunse fino a noi, e fu indicato da un recente bibliografo- 218 Devesi aggiungere che come testimonead un atto notarile di quell anno, figura certoTheodorus filius condam Johannis de Alamania, librorumimpressor." 214 Non sappiamo se sia un nuovo tipografo, o se si tratti di Teodoro di Reinsburdi, stampa-tore nel 1477 e78.

Dopo il484 non abbiamo, per varj anni, notizie, dalcun tipografo tedesco , che incominciasse larte aVenezia; parecchi, invece, ne contiamo, nel 1487, quando, secondo alcuni, 215 vi avrebbe pure stampatoMatteo Windischgretz, o Windischgrecz, forse lo stesso che Matteo Cerdonis, di Windisgretz, stato finoallora, come vedremo, tipografo a Padova . 216

Ma un importanza molto maggiore hanno due tipografi, luno dei quali vedemmo nel482 in societàcol Lichtenstein, laltro nel91 tipografo di Giovanni da Colonia e socj, pure avemmo occasione di ricor-dare; ambedue uniti ora nell esercizio dell arte comune.

Giovanni del fu Giovanni Hamman, o Haman, di Landau, o Landaw, detto Hertzog , o Herczog, Erzog,Herzoch, ci apparisce nel 1482 in una nuova società tipografica con Giovanni Emerico di Udenhem, laquale in quest anno due edizioni, fra cui un Messale Parigino; poi non è più ricordata . 21 7

Il nostro tipografo continua, quindi, larte per conto proprio, dall anno seguente fino agli ultimi del secoloXV, facendo non meno di 50 edizioni, 218 una a spese e coi caratteri di Giovanni da Colonia e soci, unasecondaiussu reverendissimi domini Christofferi (sic), episcopi pataviensis, altre per commissione e coidenari di Federigo Egmont, di Gerardo Barrewelt, di Niccolò da Francoforte , Stefano Crosch e GaspareRomer, Pietro Lichtenstein, Antonio Moretti, Giovanni di Pietro da Passau , Ottaviano scoto, Andrea Torre-sani dAsola, Giovanni Volkart di Norimberga .

Sono come quasi tutte quelle stampate dai migliori tipografi ed editori di questi anni, opere dutilitàpratica e d uso scolastico; messali, benedizionali, agende per le chiese, prediche, sermoni, trattati ocollezioni di diritto civile, o canonico, libri di filosofia, teologia, astronomia, medicina, Commenti allaScrittura . Per alcune di esse sha ragione di credere facessero da correttore quelli stessi che le aveanoordinate, e che nerano, in certo modo, gli editori. Così nel95 si dice di una, che fu fattasingulari curaet impensis Johannis Volkart. . .; nel96 dell Epitoma del Montereggio, che vide la luceimpensis nonminimis curaque et emendatione non mediocri virorum prestantium Casparis Grosch et Stephani Romer,opera quoque et arte impressionis mirifica viri potentis Johannis Hamman de Landoia, dictus (sic) Hertzog ,felicibus astris . .. Vè, poi, memoria di altri, come Alessandro de Hales , Angelo de Aretino (de Areti?),Agostino Moravo dOlmùtz , che premette ad una edizione del92 una lettera al Santritter seguita dallarispettiva risposta di questo. 219

Rispetto ai caratteri, 15 specie diverse nebbe, G. Hamman, per lo più gotici, spesso assai simili, oanche uguali, a caratteri di altri tipografi, come i fratelli Gregori, Paganino de Paganini, Giovanni daColonia e Giovanni Manten, Ermanno Lichtenstein. Circa lesecuzione tipografica, si fanno anche a luiamplissimi elogi; 1 volumi si dicono stampatisuoductu et impensis,"arte et industria,"arte et ingenio,opera et arte mirifica,"mira arte," «opera quoque et arte impressoris mirifica" ec.

Non sappiamo se, come fu supposto, Giovanni Emerico, o Emmerico di Spira, Emerico di Spira , Gio-vanni di Spira, lo stesso che Giovanni Emerico di Udenhem, o Udenheim , piccolo paese dell Assia Re-nana, circa tre ore a mezzogiorno di Magonza , 220 avesse qualche rapporto di parentela, coi due primitipografi, Giovanni e Vindelino da Spira , o anche fosse il successore e continuatore dell opera loro. 221Comunque, egli appare, per la prima volta, negli annali tipografici durante il 1487, in società col dettoGiovanni Hamman, poi più non è ricordato fino al493. 222 Da quest anno e nei susseguenti, fino al1500, stampa da solo, facendo 28 edizioni, di opere liturgiche, teologiche, filosofiche; dando breviari,messali, martirologi spesso per commissione dei più famosi tipografi e librai di quel tempo, comeLu Antonio Giunti e Niccolò da Francoforte . Usò 13 specie di tipi, tutti gotici, piccoli e grandi, larghi estretti, per testo e commenti; uno di essi straordinariamente minuto. Dun solo suo correttoretroviamo memoria, il minorità Pietro Arrivabene, per il Breviario Romano stampato nel 1499 a spesedel Giunti.

Sempre più esigua si fa la schiera dei maggiori tipografi tedeschi sulla fine del secolo, e però appenaun cenno meritano quelli che ancor ne rimangono.