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Giovanni Clein, o Cleyn, Cleyne, o Sdivab, alamanus, tipografo a Lione nel 1478, e dal ’488 al ’99,stampò pure a Venezia, facendovi nel ’90, un’ edizione con tipi gotici unito in società con Pietro Himel, oHimmel, pure de Alamania.223
Due sole edizioni pare lasciasse Bernardino Erasmius, Novocomensis, detto anche Bernardino RasiniusBernardino Rasma; la Epitomen di Giustino e Floro circa il 1490, e il Tito Livio del 5 novembre ’91; l’unae l’altra emendate e corrette da Marco Antonio Coccio Sabellico ; pare, però, che continuasse, a lungo, inVenezia l’arte tipografica, o almeno il commercio librario. Infatti a’dì 9 di marzo 1496 Bernardino Rasma„merchadante de libri da stampa," espone come molti sono stati rovinati, perchè, avendo preparato, con granfatica e spesa, la pubblicazione di opere importanti, altri, carpito il segreto, le aveano prima stampate e messein vendita. Egli ha pensato alla pubblicazione di „tutti li testi de iure canonico, in forma grande et in formapiccola; Sermones quatrigesimales de frate Ruberto (il Caracciolo) De paenitentia e De adventu, cumcerte curreption, tutte le opere de Galeno . .chiede, però, ed ottiene per essa dalla Repubblica il solitoprivilegio di dieci anni.224
Fra i tipografi, o proprietari di caratteri e di tipografie, va pure annoverato Gasparo da Cologna (Gasperoda Colonia), il quale a’ 18 aprile 1497 avea bellissimi caratteri, coi quali volea dare, in bel sesto il Repe-torium Abatis, la Summa Hostiensis, e Lettere del Filelfo, chiedendo e ottenendo, perciò, il solito privilegio.Ottiene pure un altro privilegio simile a’ 22 settembre 1502 per le Epistole e le Opere del detto FrancescoFilelfo contro chiunque volesse darle „in alcuno modo, picolo, né grando, né lettera corsiva.“225
Finalmente sia lecito ricordare Antonio Kolb marchadante tedesco, il quale a’ 30 di ottobre 1500 chiede,ed ottiene uno speciale privilegio di vendita in tutto il dominio veneto, per quella famosa pianta topo-grafica della Città, eh’ egli „avea facto justa et propriamente retrare et stampare;" e per quel „magistroJ(Jod)acomo tedesco, gettator de lettere," che apparisce compatre e legatario di Aldo Manuzio nel testamentoche questi fece il 27 marzo 1506.226
Questi sono i tipografi e le edizioni tedesche a Venezia in quel secolo, delle quali ho trovata sicura notiziaSembra inutile dire che, verisimilmente, parecchi ve ne furono, di cui non ci rimane ricordo, che moltissimeedizioni di tedeschi doverono andare disperse, altre rimaner senza indicazioni tipografiche. Qui non sarebbeluogo a discutere, a far paragoni e confronti, a trattare argomenti, che concernono l’arte tipografica in generee la stampa veneziana, in specie, durante quegli anni ; nè cercherò più oltre quali rapporti passassero frastampatori tedeschi e veneziani, italiani, di altre nazioni, fra copisti e tipografi ; fra gli amanti dell’artenuova e i tenaci laudatores temporis acti, gli ammiratori della scrittura elegante, dei preziosi codici, dellegentili scritture, dei disegni finissimi, delle superbe pitture dovute agli umanisti ed artisti nostri. 227 Ciòporterebbe troppo in lungo, nè lo permetterebbe, ad ogni modo, lo spazio. Data questa pallida idea, che sola,per molte ragioni, mi è stata possibile, della tipografia tedesco- italiana nelle più antiche e famose sue sedi,debbo affrettarmi a scorrere le molte altre, alcune delle quali pure importantissime, e indicare almeno il nome,de’ rimanenti tipografi e gli anni durante i quali esercitaron l’arte fra noi.
Note per Venezia 135 a. Innumerevoli sono lepubblicazioni che trattano par-ticolarmente della tipografia veneziana ; ne ricorderòqui alcune, citando poi, quando non potrò farne ameno, le altre.
Archivio Veneto, poi Nuovo Archivio Veneto, an.1870—1899, Venezia. Brown, H. F., The VenetianPrinting Press. An historical-study based upon do-cuments for thè most part hitherto unpublished,Londra 1891. Castellani, C., La stampa in Veneziadalla sua origine alla morte di Aldo Manuzio Se-niore ..., Venezia, 1889. Didot (A. Firmin ), AideManuce et l’hellénisme à Venise aux XV et XVIsiècles, Parigi, 1875. Fulin, R., Documenti per servirealla storia della tipografia veneziana in ArchivioVeneto, to XXIII, 1882. L’arte della stampa nel rina-scimento italiano — Venezia oltre una Nota dell’E-ditore e moltissimi disegni e facsimili concernentil’arte tipografica veneziana del sec. XV, contienedue studj di C. Castellani, l’Arte della Stampa nelrinascimento italiano, to. I, pp. 1—16; Marche tipo-
grafiche — segni di cartiere e filigrane — La stampadella musica, to. II, pp. 7—11, Venezia, Ongania,1894 e 1895. Tessier, A., Stampatori in Venezia nelsec. XV, in Archivio Veneto, to. XXXIV. Perii sec.XV dettero liste di stampatori a Venezia il Tessier(pp. 193—201), il Castellani (La stampa inVenezia ...,pp. XXXIII—XLVIII), il Brown (pp. 397—420) ; distampatori tedeschi H. Simonsfeld („Der Fondacodei Tedeschi in Venedig", to. II, pp. 287/8. Questeliste cito solo nel caso di qualche correzione, o quandodebba fondare esclusivamente su di esse qualchenotizia. Rispetto alle date, vale per Venezia e per lerimanenti città quanto fu già detto per Subiaco e Roma. Il Castellani sembra credere(La stampa inVenezia...,p. XXXIII, 17, 23, 40, 64) che nelle edizioni diVeneziasi segua costantemente l’uso ivi invalso di cominciarl’anno per lo più, col 1° di marzo; ma ne troviamodiverse con quello della Natività, dal 25 dicembre(Hain 9624: „Anno a nativitate Christi mcccclxxiiij,die xxiij martii...“) e con l’altro dell’Incarnazione,dal 25 marzo (Hain 7437: „AnnoIncarnationis domi-