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Festschrift zum fünfhundertjährigen Geburtstage von Johann Gutenberg / im Auftr. d. Stadt Mainz hrsg. von Otto Hartwig
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DEMETRIO MARZI

nice millesimo cccclxxvj °, die vj° mensis martii..Anche qui, dunque, non si può stare ai bibliografi,ma devonsi esaminare le date caso per caso.

135b. È noto come fin dal 1441 e47 esisteva inVenezia la stampa tabellare, e vi si faceva commerciodi carte da giuoco stampate ; come pure che nel 1433visi era concessa lesenzione del dazio ai libri mss.I primi librai, inoltre, a Venezia furono, per lo più,di Francoforte e di Colonia; e già nel 1459 vi serastabilito un incisore tedesco , Giovanni dAIlemagna.Ved. Cecchetti, La stampa tabellare in Venezia ...;Altri stampatori ed altri librai...; Stampatori , libristampati nel sec. XV ... ; Giovanni dAlemagna in-tagliatore nel 1459, nell Archivio Veneto, to. XXIX,pp. 87, 89, 411,412; XXX, pp.452, 539 e segg.(1885).

136. Bernard, II, 174, Linde II, 405.

137. Veramente, per il nome e per i rapportichegli ebbe continuamente con molti tedeschi, fucreduto, da alcuni, di quella nazione ; ma la questionesè risoluta in favore della Francia ; ciò non togliechegli, o, almeno, la sua famiglia potesse esseredorigine tedesca.

138. Ved. Kristeller, P., La xilografia veneziana . . .nellArchivio Storico dell arte, 1892, pp. 97 e segg.,109(1892); Ongania, F., LArte della Stampa . . . cit.,pp. 5, 6; Castellani, ivi, pp. 7 e segg, 103 e segg.

139. Ved. quanto dice M. Pellechet, Alphabetesdes imprimeurs au XV siècle . . ., nella Revue desBibliotèques, 1895, pp. 5e 134) circa certi caratteriimpiegati a Colonia e a Lione , e che Vendelino, fra-tello di Giovanni, avea portati a Venezia.

140. Hesperie quondam Germanus quosque libel-los Abstulit; en plures ipse daturus adest:

Namque vir, ingenio mirandus et arte, JoannesExscribi docuit clarius ere libros.

Spira favet Venetis: quarto nam mense peregiHoc tercentenum bis Ciceronis opus.

M.CCCC.LXVIIII

Bernard, II, 177; R. 386. Nella sottoscrizione alPlinio si ha (1. citt):

Qui docuit Venetos exscribi posse Johannes

Mense fere trino centena volumina Piini (sic)

Et totidem magni Ciceronis Spira libellos.Parrebbe vi fosse contradizione fra questa afferma-zione e quella; ma ciò è verisimilmente per la pocaprecisione, con cui il tipografo si esprime.

141. Bernard, II, 125; LArte della Stampa , . .1,7.

142. Bernard, II, 176; Fulin, Documenti.. cit.,p.87.

143. Bernard, II, 178.

. . . Spira libellos

Ceperat Aureli, subita sed morte peremtus

Non potuit ceptum Venetis finire volumen.

Vindelinus adest, ejusdem frater et arte

Non minor: Hadriacaque morabitur urbe.

M.CCCC.LXX

144. H. 2606; C 241, 247; P. 4021, 4027, 40344048,4053,4055, 4057, 4058, 4061. H. 11097, secondoP. 4285, è di Giovanni da Colonia. Nel computo soncomprese anche le mancanti di data e di note tipo-grafiche.

145. P. 4036, 4037. Alcune mancano di note tipo-grafiche.

146. Larte della stampa . . ., p. 7, 1720, 24.

147. Didot, p. 550.

148. R. 21, 22, 48, 49, 99, 117, 130, 152. Cfr. Ga-botto, F., e Badini Confalonieri, A., Vita di Giorgio

Menila (Estratto dalla Rivista di storia, arte edarcheologia della provincia dAlessandria , 1894).

149. R. 386 e segg.

150. R.389. La soscrizione è in versi italiani nellaDivina Commedia del77.

151. H. 2599, 5122.

152. H. 3007, 13110; P. 4131, 4133, 4136, 4138,4140; H. 4166 secondo P. 4021, è, come sè visto, diVendelino.

153. H. 3007.

154. Burger, 264 P. 4155, 4156, 4181.

155. Burger, 265, P. 4169.

156. Ved. Kristeller, Die Buchermarken . . . cit.,p. 95; Larte della stampa . . I, 23, 25, 26, 41 ; peredizioni non conosciute, o malamente indicate daiconsueti bibliografi, Fossi, Catalogus .. cit., II, 126/7 ;Giuliari, pp. 280, 286; Narducci p. 99.

157. Così in una sua edizione del 1471 (R. 388):Tu quicumque leges Ambergau natus ahenis Im-pressi formis; ecce magister Adam."

158. Burger, 5; P. 41444148, 4151, 4152.

159. Burger, 8; Proctor, pag. 277, la prima è del20 marzo 1472.

160. Ved. H. Simonsfeld, II, 288.

161. Tessier, p. 195.

162. Steiff, Beitrage . ., im Centralblatt . . cit.,1886, p. 257.

163. Brown, p. 411 ; cf. R., 388.

164. P. 4216, 4217.

165. R. 390; Arila, Dizionario . . cit., p. 25.

166. Brown, p. 15.

167. Sei dal71 al77, una della quali (H. 3448) coitipi dUgo de Ruggeri da Bologna ; poi altre, perquanto sembra, nel480 e8081. Quest ultimaedizione fu a spese di Filippo da Venezia.

168. Centralblattf. B., 1893, p.346; cf. Simonsfeld,li, 287 ; Brown, pp. 15, 87.

169. P. 4285, 4286, 4311, Legrand, BibliographieHellenique . .., Il, XLIII (Parigi , 1885); H. 2571 del6 feb. 1479 è erroneamente indicata da P. 4328 6 feb.1478, e ripetuta da P. 4337 alla data vera.

170. LArte della stampa . . . cit., II, 7.

171. Ved. Lart. di E. Motta (Di Filippo da Lavagnae di alcuni altri tipografi-editori nellArchivio stor-lomb., 1898, p. 45), del quale si hanno notizie circaalcune convenzioni e liti della società, del 25 febbraioe primo marzo 1480, 28 febbraio, primo marzo82.J socj di Venezia aveano promesso ai corrispondentidi Lombardia di dare loroel retrato de tucti lilibri ... se venderano," ma poi facevanli smerciareper mezzo di loro fattorioccultamente, per tenere

11 retracto." De27 marzo81 è una lettera del Du-cadi Milano in favore di detti corrispondenti controla società.

172. Append., docum. II; cf. Brown, pp. 15, 16. A

12 di marzo 1482. Francesco de Gaffuris, di Milano ,come procuratore della società, elegge gestore dellastessa in Perugia , con lo stipendio di 45 ducati allanno oltre le opese per la pigione del fondaco, lostampatore francese Lorenzo Bérot, il quale promettedi attendere unicamente a tale ufficio (che pare con-servasse per due anni almeno), vivendo a Venezia;libri non venduti (Rossi, Larte tipografica in Perugia ..cit., pp. 40, 41, docum. 2830).

173. Circa lUgleimer, ved. Motta, Di Filippo daLavagna . . cit., p. 43 e segg. ; id. Pamfilo Castaldi,