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Pietro Ugleimer . . cit., nella Rivista stor. it., to. I,parte I, 1884, p. 260 e segg. ; Arnauldet, P., Les asso-ciations d’imprimeurs . . àMantoue . , in Le biblio-graphe moderne, 1898, p. 111. Lasciò Venezia perMilano nel 1485.
174. Cecchetti, Stampatori . .. cit. pag. 457 e segg;Kristeller, Die Biichermarken . . p. 90 ; L’arte dellastampa . . II, 7; R. p. 395, 407; E. Motta (Di Filippoda Lavagna . . p. 45), fondadosi su questo, che il duemarzo (82 esisteva sempre la società di N. Jenson e compagni, che in un atto del dì 9 ottobre ’83 egliè detto morto da poco, e che lo stesso giorno fu fattauna ricevuta in nome della Società, crede veramenteNiccolò morisse dopo il settembre ’80. Si sa, però,come l’esistenza della Società non dimostri la so-pravvivenza di colui che le avea dato nome, e l’e-spressione troppo indeterminata dell’ atto del 9ottobre . . non sembra possa dìst. . . eggere le altretestimoncanze assai più sicure. Nel ’487 esistesempre la „Societas fida veneta litteris divine sculptisac conflatis ingenio acutissimo Nicolai Jenson."
175. Così abbiamo,infatti,in un’ edizione di quell’an-no (R., 413): «Impressa caractereque jucundissimoJoannis de Colonia sociorumque; curam vero ad-hibuit summus in hac arte magister JohannesHamman de Landoia."
176. B. Cecchetti, Stampatori ... cit., p. 457 e segg.Ved. Append., docum. IL Questa Società è probabil-mente assai anteriore; s’intitolava «Nicolaus Jensonet Socii.“
177. Infatti nessun altro stampatore di questonome si trovò a Venezia durante il secolo XV, e lecircostanze tutte dell’ atto fanno credere si trattiproprio di lui.
178. Ved. Appendice, Doc. III.
179. Castellani, 1. cit.
180. Giorgio Merula , Lodovico de Campis, Raffa-ello Zovensonio, Francesco Poggio, Girolamo Squar-ciafico, Pietro Albignano, Bartolommeo Beilati,Francesco Brevius, Lodovico Podocatharus H. 5328,11565, 11566, 11570, 13074, 15372; cf. Gabotto e Con-faloniere, Vite di Georgio Mernlan cit., p. 164 e segg.
181. «... qui una fideliter viventes, eosdem im-pressores ad hoc duxerunt. . .;“ «laboratoribus im-pensis procurarunt. . .;“ «qui una fideliter circa hocse gerunt;“ «Expensis . . . J. de C. . . J. M. . . ex il-lustri ac. populosa Germania originem ducentilium“(R., 389 e segg.).
182. N. Jenson mori verso il settembre del 1480;perciò il fatto non è posteriore al 13 agosto di quell’an-no. Ved. Append., docum. I C. Archivio di Stato inVenezia, Consiglio dei Dieci, Parti-Misle, filza n. 2,fascicolo contenente documenti senza data ma dellafine del sec. XV :
Si videtur vobis, per ea, que dieta es lecta sunt,Quod Zachetus, Hieronymus de Venetiis, Evange-lista, Antonius Theotonicus, omnes stampatores cumJensono, inculpati in insultu facto per eos contraaliquos in Canareglio, 13 augusti presentis, se fecisse[per?] Officiales Consilii X retineantur, et contra eosexequatur forma legis: Et si non permiserint repe-riri: dentur in nota Capitaneo nostro et platerum, utcontra eos exequatur forma legis predicte capte inhoc Consilio. Et si per quisiti non poterunt inveniri,proclamentur super scaalis Rivoalti, quod, a modoad octo dies, compareant coram Capitibua Consilii
x ad faciendum de predicta eius culpa suam deffen-sionem; ad quen terminum non comparentibus, pro-cedetur contra eos, corum absentia non obstante.
183. Brown, p. 415.
184. Copinger 657; Proctor 4418, 4420.
185. Copinger 2229, 4463; Proctor 5004.
186. Reichhart, p. 393, Linde III, 716; Castellani,La stampa in Venezia . . ., cit. . ., p. XXXVJ Questilo dice Antonello dalla Zecca; il Linde, Mùntzer.
187. P. 4487.
188. Cecchetti, Stampatori . . ., cit., p. 466.
189. Panzer, III, 153, 452; Reichhart, p. 133:Santriter Helbrona genitus de gente Johannes.
Lucilius, promsit grammata docta Nigri.
Herbipolisque satus socio sudore lacunis.
Hoc Venetis Francus fert Theoderus opus.
190. Copinger 676, 1317, 2920, 3013, 3235, 3237,4538; Proctor 4378,4379,4381,4389,4393,4405, 4407;Pellechet, Jacques de Voragine.., in Revue desBiblioth., 1895, p. 92; Faulmann, p. 176; Brown, pp.27—30,32. La prima edizione sua, per conto proprio,con data certa, è del 1478, ma tutto fa credere ch’egliarrivasse in Venezia non dopo i primi del’76. Leedizioni che fece da solo, giungono a 54. Duoimi dinon aver potuto esaminare Pop. di G. R. Redgrave,Erhard Ratdolt and his Work at Venise . . ., (negliatti della Bibliographical society, n. 1. 1894), la quale,per quanto so, non trovasi in alcuna delle nostrebiblioteche governative.
191. Bodemann, E., xylographifche und typo-graphische Inkunabeln der Kgl. òffentl. Biblioth. zuHannover.., Hannover, 1886; L’arte della stampa..,I, 28, 31, 34.
192. Castellani, L’arte della stampa . . . cit., II, 10;ved pure I, pp. 47—49, 54 Riccaidi, P. Le primeedizioni degli Elementi di Euclide, nel Periodico IIBibliofilo, 1886. p. 10 e segg., Si ha in alcune sotto-crizioni (Reichhart, pp. 358, 401, 402): «ErhardiRatdolt perpolita arte;" «impensa et arte mira E. Ra-dolt;“ «Impressionem quarum emendantissimamE. R., mira sua arte et impensa, felicissimo siderecompiere curavit;" «L’impressor di Augusta Errardoesperto . . . stampadore degno, non di mediocrelaude certo."
193. P.4372, 4374; L’arte della stampa.., 1,29,31,41, 49, 54; II 8; Brown, 1. cit.; Manzoni, BibliotecaManzoniana cit., 356'/ 2 . Sembra che anche dall’ officinadel Ratdolt si mandassero fuori, a scopo di pubblicità,cataloghi di libri stampati in essa (Centralblatt f. B.,1885, pp. 458—460). Bernardo dovea pensare agliornamenti, imitando forse i disegni dei migliori ar-tisti ; le incisioni pare fossero fatte da un arteficechiamato apposta dalla Germania, ove quell’ arteera in fiore; devesi notare che con gli strumenti delRatdold stampò a Padova Mattei Cerdonis di Windis-gretz (Burger, p. 68).
194. Brown, pp. 399,412; Reichhart, pp. 390,392.
195. Copinger, 4203; Proctor, 4436, 4440, 4443.
196. Copinger, 514; Ved. Fulin (p. 100), che pub-blica il contratto del 14 marzo ’78 fra Leonardo delfu ser Girardo da Ratisbona e Niccolò quondamdomini Arigini da Francoforte. Il 1° è detto vera-mente Leonardo del fu ser Gerardo, de la Imania,de’Rozzani, ma l’editore stesso sospetta sia nato er-rore nella lettura, e debbasi leggere Leonardo del fuser Girardo da Ratisbona. Leonardo dovea stampare